• DOMENICA 01 MARZO 2026
Interviste

60 seconds with NLI

La dj e producer inglese ed il suo EP che trasforma i suoni dei sintetizzatori in canti della sirena. E il significato che sa dare agli errori e alle sue scelte, di vita e non

foto: ufficio stampa NLI

Si intitola ‘Siren’ il nuovo EP della londinese NLI, uscito giovedì 26 febbraio 2026 (l’altro ieri) sull’etichetta discografica ADHESIVE RECORDS; sette tracce che vanno oltre il mero significato musicale, ma che per lei rappresentano “il mio processo sonoro, artistico e creativo di morte e rinascita. I lamenti che i sintetizzatori emettono nell’EP diventano il mio canto della sirena”. Questo EP arriva dopo ‘’Initiation’, il suo album di debutto uscito lo scorso anno e che già aveva mostrato tutte le sue qualità di NLI, che adesso andiamo a conoscere meglio con le sue risposte in 60 secondi.

Il primo disco che hai comprato?
È stato sicuramente un disco di musica classica, credo ‘Il Barbiere di Siviglia’ di Gioacchino Rossini (1816) in vinile!

I tuoi idoli agli inizi?
Ho sempre ammirato i più grandi dj techno: Jeff Mills, Juan Atkins, Sven Väth e tanti altri.

Se non fossi diventata un dj ora potresti essere…
C’è stato un periodo della mia vita nel quale volevo diventare una cavallerizza professionista.

Che lavori hai fatto prima di diventare una deejay/produttrice a tempo pieno?
Ho vissuto tante vite diverse prima di diventare dj. Ero una ricercatrice universitaria mentre completavo il mio dottorato, prima ancora ero una pianista concertista ed ero molto coinvolta nel mondo della musica classica. Sono come un gatto che ha nove vite (ride – ndr).

La cosa più folle che hai fatto con i primi soldi guadagnati esibendoti e producendo?
Ho fondato la mia etichetta discografica!

Cosa ti piace e cosa non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace molto lavorare in un ambiente creativo con persone che condividano la mia stessa visione; scambiare idee e dare vita ai miei progetti è incredibilmente appagante, anche se lo stile di vita legato alla musica è terribile. Il mio ritmo sonno-veglia è disastroso ed è difficile trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata, mentre si cerca di gestire i livelli di stress che la nostra attività comporta.

I tuoi hobby?
Adoro fare pilates, andare per gallerie e mostre d’arte, trascorrere tempo con amici e famiglia, preferibilmente durante un pasto cucinato in casa.

Le tue serie TV preferite?
Mi piace moltissimo guardare le serie britanniche; Killing Eve e The Bodyguard sono due tra le mie preferite in assoluto.

Come passi il tempo aspettando il tuo prossimo volo?
Al Gate siamo sempre io e mister Ableton.

Il tuo rapporto con i social network?
È un po’ come andare in palestra: non sempre mi sveglio con la voglia di farlo, ma una volta che inizio scopro che in realtà mi piace molto.

Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Mi piace pensare di essere molto resiliente; amo le sfide e di solito trovo una soluzione a qualsiasi problema. Mi sono sentita dire “non è possibile” così tante volte nella mia vita e ho dimostrato il contrario tantissime volte. Allo stesso tempo, essere così non è salutare e ne pago spesso il prezzo; mi sono spinta oltre lo sfinimento più di una volta.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare artisti/produttori?
In realtà nessuno sceglie questa professione, è lei che sceglie te.

Un errore che non rifaresti?
Credo che ogni errore sia una lezione importante; per me è stato imparare a credere alle persone sin dalla prima volta nella quale ti mostrano chi siano davvero.

La scelta migliore di tutta la tua vita?
Ogni sì che ho detto alle piccole cose della vita, come vedere un’amica, andare a una nuova mostra, è stata la scelta migliore nella quotidianità che potessi fare per me stessa! La vita è fatta per essere vissuta e –  in una città ossessionata dal lavoro e dalla performance come Londra – è importante non dire sì soltanto alle opportunità lavorative, ma anche al piacere di vivere.

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Dan Mc Sword
Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.
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