Sabato 23 Ottobre 2021
Interviste

60 seconds with Oliver Koletzki

Il dj e producer tedesco, il suo nuovo album, la sua passione per scacchi e tennis tavolo. E quello che non ha più voluto nella sua scheda tecnica


Foto di Daniel Heitmueller

Con l’album ‘Made Of Wood’ (Stil Vor Talent) il dj e producer tedesco Oliver Koletzki completa una sua personalissima trilogia, iniziata con ‘The Arc Of Tension’ e ‘Fire The Jungle’. Si tratta del nono album per Koletzki ed anche questo esce per la label da lui fondata nel 2007, due anni dopo la sua prima hit da dancefloor, ‘Der Mückenschwarm’, che uscì su Cocoon Recordings. Ad agosto Koletzki è atteso da date nella natia Berlino, a Ibiza e a Mikonos: è giunto il momento di conoscerlo meglio con le sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
‘Endtroducing’ di DJ Shadow (1996).

I tuoi idoli quando eri agli inizi?
I Daft Punk.

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Un insegnante di musica.

Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace la possibilità di conoscere ed esplorare nuove culture, non mi piace il troppo tempo speso per i viaggi.

I tuoi hobby?
Scacchi e tennis tavolo.

La tua serie tv preferita?
Katla.

Come hai trascorso il lockdown?
Ho lavorato al mio nuovo album. E ha capito quanto sia importante non abbattersi mai e saper stare vicino a chi invece si sente a terra.

Il tuo rapporto con i social?
È ok, me ne occupo personalmente e va bene così, anche se tutto questo mi costringe a stare troppo tempo al telefono.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj o producer?
Prendetevi il vostro tempo, fate più pratica possibile, fate quello che amate davvero.

Un errore che non rifaresti?
Far mettere il Jägermeister nella mia scheda tecnica!

La scelta migliore della tua vita?
Aver speso i miei primi soldi per un sintetizzatore invece che per la patente di guida.

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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