Martedì 28 Settembre 2021
Interviste

60 seconds with Shingo Nakamura

Il dj e producer giapponese, il nuovo album e le milioni di views su YouTube. Il suo grande amore per il djing e la sua scelta lavorativa ispirata alla stabilità

 

Con la sua progressive house il giapponese Shingo Nakamura ha saputo raggiungere 10 milioni di views su YouTube: i suoi set ‘best of’ sono stati il miglior viatico per il suo terzo album ‘Glow’, uscito questa estate su Monstercat e subito fatto seguire da un EP di remix firmati tra gli altri da BT e Julian Gray. Tante volte in consolle al Womb di Tokio, club nipponico di culto, con le sue tracce Nakamura è spesso protagonista nei radioshow A State Of Trance di Armin van Buuren e Group Therapy di Above & Beyond. È il momento di conoscerlo meglio con le sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
È stato tanto tempo fa. Dovrebbe essere stato il vinile di ‘Eighties’ di Yilmaz Altanhan (Anjunabeats) del 2005; spero che la memoria non mi faccia brutti scherzi!

I tuoi idoli quando eri agli inizi?
James Grant, A&R di Anjunadeep. Vidi un suo dj set in Giappone quando ancora ero uno studente. È allora che ho deciso di diventare dj.

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
A dire il vero in questo periodo ho un lavoro d’ufficio. Credo che se non fossi diventato un dj avrei lavorato nella ristorazione, amo molto mangiare e bere.

Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace molto fare il dj e l’interazione che si crea con il pubblico; trovo piuttosto noiosi certi momenti quando si produce musica in studio.

I tuoi hobby?
Bere birra e sake, mangiare buon cibo, i videogiochi.

La tua serie tv preferita?
Di recente ho molto apprezzato ‘Suits’. In generale amo i generi anime e drama.

Come hai trascorso il lockdown?
Durante il lockdown ho capito quanto sia importante l’ambiente in cui si vive. Per questo motivo mi sono trasferito in un ambiente meno metropolitano rispetto a Tokio.

Il tuo rapporto con i social?
Sono ottime piattaforme per condividere la propria musica. Durante il lockdown è stato importante ricevere i commenti dei miei ascoltatori sulle varie piattaforme.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj o producer?
Fate soltanto la musica che amate. E divertitevi.

Un errore che non rifaresti?
Non credere in me stesso e nella mia musica. Adesso non è più così.

La scelta migliore della tua vita?
Aver scelto di essere un lavoratore dipendente: mi è servito tantissimo e mi ha consentito di conoscere altre città quali Sapporo e Hokkaido. Sapporo in particolare mi ha fornito tantissimi spunti d’ispirazione.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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