Sabato 24 Ottobre 2020
Interviste

60 seconds with Tensnake

Il dj e producer tedesco, il suo album in uscita, i suoi idoli in gioventù. E la sua opinione molto precisa in merito agli influencer

 

Quattordici tracce compongono ‘L.A.’, il nuovo album del dj e producer tedesco Marco Niemerski meglio noto come Tensnake, che esce oggi (venerdì 16 ottobre 2020) su Armada Music e che viene presentato con un party in diretta su YouTube a partire dalle 19, sempre di stasera. Un album dedicato ai mesi vissuti a Los Angeles e che in molti brani si allontana dell’elettronica per sconfinare nel pop; con ‘L.A.’ Tensnake mette un punto e a capo in una carriera che lo ha visto collaborare con icone quali Nile Rodgers e Stuart Price, per tacere dei remix per Dua Lipa e Lana Del Rey. Un artista con le idee molto chiare, che ha gestito al meglio il lockdown, reso complicato soltanto dalla sua infatuazione per un software open source. Di questo ed altro parliamo nel 60 Seconds di questa settimana.

 


Il primo disco che hai comprato?
‘Sex Shooter‘ di Apollonia 6 (1984).

I tuoi idoli quando eri agli inizi?
Maurice Fulton & Prins Thomas.

Se non fossi diventato dj adesso saresti…
Un produttore musicale. Siamo sempre lì…

I tuoi hobby?
Dovrei dire la musica, ma non vale. Quindi scelgo cucinare per gli amici e giocare a tennis.

Le tue serie tv preferite?
Sopranos e The Wire.

Il tuo rapporto con i social?
Difficile. I social sono fantastici per promuovere i propri brand, ma da un punto di vista personale li trovo sempre più noiosi. Anche perché le immagini degli influencer sono molto artificiali e costruite. Vorrei vederli quando si sono appena alzati la mattina!

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj?
Sviluppate un vostro stile e un vostro sound, fate soltanto quello che vi convince e vi rende felici. Con molta costanza e molta pazienza. I risultati – prima o poi – arrivano.

Come hai vissuto il lockdown?
Ho remixato parecchi artisti: Dua Lipa, Duke Dumont e Oliver Heldens, giusto per nominarne alcuni, e mi sono dedicato a Blender, un software open source con il quale si possono montare video, creare rendering di immagini tridimensionali e tanto altro. Da perderci la testa! Oltre ad aver prodotto molta musica e ad aver risposto a qualche intervista.

Un errore che non rifaresti?
Non essere stato del tutto sincero con alcune persone, per il timore di ferirle troppo.

La scelta migliore della tua vita?
Lasciare il mio lavoro per dedicarmi al 100% alla musica.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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