Sabato 04 Dicembre 2021
Interviste

60 seconds with Tim Green

Il dj e producer inglese, il suo nuovo album e la sua nuova etichetta discografica. E la nuova dimensione che ha conosciuto durante il lockdown

 

Si intitola “In New Light”, il nuovo album di Tim Green, in uscita a fine novembre sulla sua nuova label For A Memory. Otto tracce remixate tra gli altri da Mathew Jonson, Lost Desert, Dave DK e Janus Rasmussen che hanno attinto al vasto catalogo del dj e producer londinese, scegliendo i brani con i quali si sono sentiti più in sintonia. Con questi remix Tim Green mette un punto e a capo sulla sua carriera, iniziata nel terzo millennio e decollata nel 2010, quando si aggiudicò il titolo di Best Breakthrough Producer ai Best Of British Awards di DJ Mag e fece sul debutto ad Essential Mix. Conosciamolo meglio con le sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
Difficile da ricordare… era un disco della Roulé Music, sino sicuro della label!

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
Miss Fitz.

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Un chitarrista da session.

Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace la libertà che si prova nel fare musica, non mi piace quando sono troppo in tour e sono lontano dalla mia famiglia.

I tuoi hobby?
Cinema e cucinare.

La tua serie tv preferita?
Mindhunter.

Come hai trascorso il lockdown?
Durante il lockdown è nato il mio primo figlio. Ho imparato che cosa significa essere padre!

Il tuo rapporto con i social?
Sono di un’altra generazione, così non sono portato molto ad averci a che fare e a pensarci. I social non sono tra le mie priorità, diciamo.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj o producer?
Siate originali.

Un errore che non rifaresti?
Produrre musica o fare un remix soltanto per soldi.

La scelta migliore della tua vita?
Inviare i miei primi demo alle etichette discografiche. Era il 2005…

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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