• MERCOLEDì 05 OTTOBRE 2022
Interviste

60 seconds with Ultra Naté

L’artista statunitense, l’anniversario di una hit assoluta, gli hobby, i social e quell’errore che non rifarà mai più

Foto di Karl Giant


‘You’re free’ di Ultra Naté è uno dei grandi classici della musica house
, senza sé è senza ma. Per celebrare il 25esimo… compleanno di questa hit assoluta, lo scorso 17 giugno ne è uscito un re-working realizzato insieme al duo svedese Icona Pop per Ultra Records. Questa nuova versione di ‘You’re free’ arriva per Ultra Naté dopo il suo ultimo singolo ‘Miracle’ e anticipa il suo nuovo album ‘Ultra’: è il momento giusto di conoscerla meglio con le sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
‘Purple Rain’ di Prince (1984).

I tuoi idoli quando eri agli inizi?
David Morales, Mandrill Harris, Louie Vega, Timmy Regisford, Paul “Trouble” Anderson. Sono cresciuta ascoltandoli e ballandoli!

Che lavori hai fatto prima di diventare un’artista?
Sono da sempre un’artista, cantante, cantautrice… Da adulta ho sempre fatto soltanto questo.

Se non fossi diventata un’artista adesso saresti…
Una dottoressa, una psichiatra, un’esperta di salute e wellness. O magari una giornalista.

La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Un paio di scarpe di Balenciaga. Le scarpe sono il mio punto debole…

Le tue serie tv preferite?
Ai tempi ho amato Dynasty, più di recente Scandal, adesso ogni tanto mi capita di seguire 90 giorni per innamorarsi.

I tuoi hobby?
Leggere, giocare a carte, bowling, guardare film, praticare yoga. Ballare resta però la mia cosa preferita.

Il tuo rapporto con i social?
Amore e odio. Indispensabili ma possono diventar tossici.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj, cantante, performer o producer?
Traete ispirazione da qualunque cosa e imparate prima possibile le regole del music business.

Un errore che non rifaresti?
Non mettere più nel bagaglio da imbarcare qualcosa che mi serva per i miei show. Non voglio più trovarmi in una città che non conosco con il jetlag a cercare all’ultimo minuto quello che mi manca per esibirmi…

La scelta migliore della tua vita?
Proseguire nel fare musica dopo essere stata abbandonata dalla major discografica alla quale ero legata. Non mi sono persa d’animo e sono andata avanti lo stesso, senza mai voltarmi indietro.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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