Lunedì 30 Marzo 2020
Interviste

60 seconds with Fatima Hajji

L’artista spagnola e il suo primo disco diventato l’ultimo in ogni suo set, il ringraziamento agli haters, il passato da dog trainer

Nata in Spagna, origini arabe, da oltre vent’anni Fatima Hajji è un riferimento indiscusso nel variegato universo techno. Ha suonato nei migliori club e nei più importanti festival mondiali, Awakenings e Tomorrowland su tutti; nel 2016 ha creato la sua etichetta discografica Silver M, dove alterna le sue produzioni a quelle di giovani talenti. È il momento di conoscerla meglio con le sue risposte nella nostra rubrica settimanale 60 Seconds.

 

Il primo disco che hai comprato?
‘Yeke Yeke’ di Mory Kanté (1984). Non è forse il primo che ho comprato in assoluto, ma il primo ad aver avuto un reale significato per me, al punto che lo uso sempre come ultimo disco nei miei set.

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
Non ho mai avuto un idolo in particolare, ma molto rispetto per quei dj in grado di fare la differenza con la loro energia e il loro stile unico. Uno su tutti? Carl Cox.

Se non fossi diventata dj adesso saresti…
Una dog trainer. Per un po’ di tempo è stato il mio lavoro.

I tuoi hobby?
Mi piace leggere, camminare in montagna con i miei cani e talvolta con i miei gatti, se e quando questi ultimi hanno voglia di unirsi a noi.

Le tue serie tv preferite?
The Big Bang Theory.

Come trascorri il tempo in aeroporto?
Lamentandomi, perché non mi piace stare negli aeroporti. Scherzo! So che viaggiare e i relativi tempi d’attesa fanno parte del mio lavoro.

Il tuo rapporto con i social?
I social mi permettono di far conoscere la mia musica in tutto il mondo, sono uno strumento molto utile. Basta non basare la propria vita su di loro…

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj?
Dedizione, passione, impegnarsi tanto e molta pazienza.

Un errore che non rifaresti?
Dare troppo peso agli haters, anche se in fondo li devo ringraziare perché mi hanno reso più forte.

La scelta migliore della tua vita?
Aver tenuto anche e soprattutto nei momenti più difficili.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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