Lunedì 26 Ottobre 2020
Interviste

60 seconds with KSHMR

Il dj e producer di origini indiane, il suo nuovo brano, i suoi idoli in gioventù. E quel disco comprato grazie al nonno… a sua insaputa

 

Numero 15 nella nostra Top 100 dello scorso anno, da anni presenza sistematica nei più importanti festival di musica elettronica quali Tomorrowland e Electric Daisy Carnival, questa primavera Niles Hollowell-Dhar – noto a tutti come KSHMR – ha lanciato Dharma Studio, un progetto educational rivolto ai giovani produttori con tutorial e tanti altri contenuti per chi voglia avvicinarsi al mondo della musica elettronica. Nel frattempo KSHMR è sempre molto attivo sul fronte produzioni; nei giorni scorsi è uscita ‘Scare Me’, traccia realizzata insieme a LUM!X e Gabry Ponte per Spinnin’ Records (featuring Karra). Conosciamolo meglio con le sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
‘Gangsta’s Paradise’ di Coolio (1995). Me lo comprò mio nonno, per fortuna non capiva il testo!

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
Non uno ma due: Hardwell e Avicii.

Se non fossi diventato dj adesso saresti…
Uno sviluppatore digitale.

I tuoi hobby?
I videogiochi e camminare con i miei cani.

Le tue serie tv preferite?
I Simpson e The Americans.

Il tuo rapporto con i social?
Li utilizzo per comunicare con i miei fan, per chi fa musica i social sono uno strumento molto importante. Per il resto, cerco di non usarli più di tanto.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj?
Concentratevi al massimo sulle produzioni musicali, il resto verrà da sé.

Come hai vissuto il lockdown?
Facendo molta musica e stando tanto all’aria aperta più di quanto non facessi prima.

Un errore che non rifaresti?
Sarei dovuto essere meno accondiscendente in certi accordi lavorativi. Certe scelte si rivelano sbagliate se fatte soltanto per i soldi.

La scelta migliore della tua vita?
Lasciare gli studi per dedicarmi alla musica, fermare il progetto The Cataracs e dedicarmi al 100% a KSHMR.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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