Sabato 16 Novembre 2019
Interviste

60 seconds with MK

il dj e producer statunitense, la sua discografia infinita, il suo ritorno alla house music grazie ad un party a Miami

Oltre 500 release, remix per Celine Dion, Pet Shop Boys, Jody Watley, Janet Jackson e Blondie, collaborazioni con Will Smith, Quincy Jones e Pitbull. La discografia dello statunitense Marc Kinchen – meglio noto come MK – è semplicemente immensa. Nato a Detroit, appassionatosi alla house, se ne è allontanato per qualche anno per poi tornare alle sue radici musicali, grazie a due amici che si sono ricordati di lui per un party a Miami, come rivela in una delle sue risposte alle domande per la nostra rubrica settimanale 60 Seconds. Nel frattempo continua a lasciare il segno con le sue tracce, come dimostrano ‘There’s for you’ e ‘Body 2 Body’, entrambi realizzate con Gorgon City e la recentissima ‘One Night’, prodotta insieme a Sonny Fodera.

 

Il primo disco che hai comprato?
‘Master & Servant’ dei Depeche Mode.

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
Troppi per citarne uno soltanto. Potrei elencarne tantissimi sull’asse Chicago-Detroit.

Se non fossi diventato dj adesso saresti…
Un giocatore professionista di videogames.

Che cosa ti piace e che cosa non ti piace della vita del dj?
Amo suonare dal vivo, non amo il tempo che si deve trascorrere in viaggio tra una serata e l’altra.

I tuoi hobby?
I videogiochi…

Le tue serie tv preferite?
‘Star Trek’ e ‘Person Of Interest’.

Il tuo rapporto con i social?
Mi piace tantissimo l’idea che grazie ai social, ad un telefono e alla connessione web si possa essere in contatto con chiunque, in qualunque parte del mondo, in qualsiasi momento.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj?
Se è davvero la vostra passione, fate di tutto per portarla avanti.

Un errore che non rifaresti?
Non dormire durante il volo da Los Angeles all’Australia e andare diretto a suonare, una volta atterrato.

La scelta migliore della tua vita?
Ce ne sono state credo diverse, se devo sceglierne una… Quando ho accettato l’invito di Jamie Jones e Lee Foss e ho suonato con loro a Miami. Per me ha significato tornare alla house music.

 

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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