Martedì 29 Settembre 2020
Interviste

60 seconds with Ørjan Nilsen

Il dj e producer norvegese e i suoi 15 anni consacrati alla trance, i suoi hobby e quella scelta che non lo ha fatto diventare un neurochirurgo

Nato nel 1982 a Kirkenes, cittadina norvegese con poco più di 3mila abitanti, il dj e producer Ørjan Nilsen festeggia questa estate 15 anni nella musica che conta, dove entrò nel 2006 grazie alla hit “Red Woods”, che firmò con lo pseudonimo di DJ Governor e che segnò il suo debutto con Armada Music. Per celebrare al meglio questi tre lustri di trance senza se e senza ma, nel giro di poche settimane sono uscite le sue tracce “Re-Election”, “Instinct” e “Fearless”, quest’ultima è stata realizzata insieme a Bobby Rock e si avvale del featuring di ANVY. Conosciamo meglio lo scandinavo Nilsen con le sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
‘The Black Album’ dei Metallica (1991).

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
Non uno bensì tre: Tiësto, Armin van Buuren e DJ Jurgen (suo l’inno ‘Better Off Alone’ del 1999).

Se non fossi diventato dj adesso saresti…
Sarei voluto diventare un neurochirurgo.

I tuoi hobby?
Cucinare, guardare il calcio, il gaming, guardare le stelle con il telescopio.

La tua serie tv preferita?
Friends su tutte, subito dopo Game of Thrones e Stranger Things.

Il tuo rapporto con i social?
Un rapporto di amore-odio. A volte ci spenderei ore e ore, a volte non voglio averci a che fare per niente.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj?
Applicatevi al 100% o lasciate stare. E siate originali in quello che fate, niente bootleg o mashup.

Come hai vissuto il lockdown?
Chiuso in studio di registrazione, dove ho convissuto con le mie tre differenti personalità: me stesso, Chad e un tizio chiamato Toby, quest’ultimo non esattamente una bella persona. Adesso non vedo l’ora di rimettermi a viaggiare!

Un errore che non rifaresti?
Preparare 6 litri del cocktail White Russian e bermeli in un solo giorno.

La scelta migliore della tua vita?
Non proseguire gli studi in neurochirurgia e diventare un artista. Mi sono preso un grosso rischio ma è andata bene, per fortuna.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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