• DOMENICA 19 LUGLIO 2026
Interviste

60 seconds with R3HAB

Il dj e producer olandese, la sua doppia presenza al Tomorrowland, il suo singolo per Universal Music. E a proposito delle similitudini tra il djing ed il cucinare…

foto: ufficio stampa R3HAB

Numero 28 nella nostra ultima Top 100 Djs, presenza sistematica nei più importanti festival mondiali, il dj e producer olandese R3HAB ha remixato negli anni artisti del calibro di Taylor Swift, Rihanna, Lady Gaga e The Chainsmokers. Nel 2016 ha lanciato la sua label CYB3RPVNK, divenuta subito una piattaforma di riferimento sia per le sue release sia per quelle di tanti talenti emergenti. Tra le sue ultime tracce rilasciate, spicca ‘Ghost town..’, uscita questa primavera per Universal Music; sia questo sia il prossimo week-end sarà on stage al Tomorrowland. E adesso spazio alle sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
‘No Good (Start to Dance)’ dei The Prodigy (1994).

I tuoi idoli quando eri agli inizi?
In realtà non avevo un idolo specifico, era più la scena in sé ad attirarmi. Ricordo di essere andato a Innercity, un festival in Olanda, e di aver pensato: wow, è pazzesco!

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Uno chef.

Che lavori hai fatto prima di diventare un dj ed un producer a tempo pieno?
Tantissimi. Ho raccolto fragole, ho lavorato alla DHL nel reparto smistamento e anche in una cucina.

La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Ho fatto l’investimento di comprare casa. Non una cosa folle, ma probabilmente è stata la scelta più intelligente.

Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace suonare e fare musica. Non mi piacciono i viaggi e gli aeroporti, l’unica parte del lavoro che non apprezzo.

I tuoi hobby?
Amo tutto ciò che è creativo: arte, film, sport e anche cucinare.

La tua serie TV preferita?
Chernobyl, da sempre una delle mie preferite.

Come passi il tempo mentre aspetti il prossimo volo?
Passo molto tempo al computer, guardando qualcosa, rispondendo ai messaggi oppure ascoltando un podcast.

Il tuo rapporto con i social?
I social sono un dono e una maledizione, un’arma a doppio taglio.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj e producer?
Penso che sia come cucinare. Se non sai tagliare le verdure o preparare una salsa da zero, non diventerai mai un bravo chef. Lo stesso vale per la produzione musicale e per il djing: bisogna partire dalle basi.

Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Il mio punto di forza è la fiducia in me stesso. Il punto debole è forse quello di avere troppe idee, e questo a volte rende difficile scegliere una direzione.

L’errore che non rifaresti?
Quando sei giovane, agli inizi hai un management, ricevi tanti consigli e a volte prendi decisioni alle quali non credi fino in fondo. Oggi mi fiderei di più delle mie scelte.

La scelta migliore della tua vita?
Aver costruito la mia carriera e aver investito nel futuro invece di sperperare tutto nel presente. Di questo sono davvero soddisfatto.

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Dan Mc Sword
Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.
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