Martedì 10 Dicembre 2019
Interviste

60 seconds with Yousef

Yousef e il suo nuovo album, la Hall of Fame della BBC e i suoi consigli ai giovani talenti. E quel dj più che speciale che ha suonato al suo matrimonio

Dopo aver superato quota cento release con la sua label Circus Recordings, a fine settembre Yousef è uscito con il suo nuovo album ‘9 More Drive’, una sorta di autobiografia musicale, un racconto sonoro di un’infanzia e un’adolescenza un po’ turbolente che poi hanno ceduto il passo ad una maturità importante, sempre nella sua adorata Liverpool. Con ‘9 More Drive’ Yousef aggiunge un ulteriore tassello importante alla sua carriera, che da oltre vent’anni lo vede protagonista in tutti i più importanti club e festival del mondo, al punto da meritarsi l’ingresso nella Radio 1 Hall Of Fame della BBC, insieme ad artisti del calibro di Sven Väth, Solomun e Richie Hawtin. Conosciamolo meglio con le sue risposte a 60 Seconds.

 

Il primo disco che hai comprato?
‘Electro 6’, compilation hip hop della Street Sounds del 1984.

Il tuo idolo quando eri agli inizi?
‘Carl Cox! Da sempre una grandissima fonte di ispirazione per me e per tantissimi dj. Ed è stato il dj che ha suonato al mio matrimonio.

Se non fossi diventato dj adesso saresti…
Qualsiasi cosa fossi diventato, sarei stato comunque un gran lavoratore. Indipendente.

I tuoi hobby?
Non ho tempo per gli hobby, purtroppo. La mia label Circus Recordings, i miei eventi Circus, fare musica e serate e il ruolo di padre mi assorbono al 100%.

Le tue serie tv preferite?
Nessuna, non ho tempo per guardarle. Guardo qualche film quando sono in aereo.

Il tuo rapporto con i social?
Un buon rapporto. Mi ci dedico soprattutto nei fine settimana, alternando contenuti dedicati alla musica a cose abbastanza sciocche. Non posto mai niente che riguardi la mia vita privata.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj?
Non fumare erba, lavorare duro, sempre più duro, non copiare nessuno, essere se stessi e avere i tempi giusti per produrre le proprie tracce. Meglio una bella release che cinquanta pessime.

Un errore che non rifaresti?
Andare a troppi party. Mi sarei dedicato prima al business musicale.

La scelta migliore della tua vita?
Lavorare sempre con la massima intensità e puntare a migliorarmi sempre, senza fermarmi mai.

 

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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