foto: ufficio stampa Mirko Loko
Classe 1979, nato a Losanna in Svizzera, Mirko Loko è attivo nella scena elettronica sin dagli anni novanta. I suoi esordi avvengono nei club della sua città natale e come dj e programmatore per la radio Coleur 3, la svolta con gli album per Cadenza, l’etichetta discografia di Luciano e per la Planet E-Communication di Carl Craig, per poi arrivare a suonare in festival quali Awakenings in Olanda e Movement a Detroit. È ideatore e direttore artistico di Polaris Festival, in programma a Verbier (Svizzera Francese), in programma nei prossimi due fine settimana di novembre. Adesso spazio alle sue risposte in 60 Secondi.
Il primo disco che hai comprato?
‘French Kiss’ di Lil Louis (1989).
I tuoi idoli quando eri agli inizi?
Derrick May e Laurent Garnier.
Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Un direttore di festival. Troppo tardi?
Che lavori hai fatto prima di diventare una musicista ed una producer a tempo pieno?
Mi occupavo di contenuti per radio e locali.
La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Niente di pazzo: ho comprato più dischi e macchinari per fare musica.
La tua serie tv preferita?
Le Bureau des Légendes (Sotto Copertura), un’autentica gemma francese.
I tuoi hobby?
Cucinare. Amo davvero il cibo.
Il tuo rapporto con i social?
Non mi sentro proprio a mio agio con i social.
Che cosa ti piace e non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace la libertà che ti dà e la possibilità di creare nuove cose. Odio gli aeroporti.
Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Pregio: la passione che metto in tutto quello che faccio. Difetto: sono un perfezionista.
Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj e producer?
Tenete la musica al centro di tutto quello che fate, non c’è niente di più importante.
L’errore che non rifaresti?
Dire troppe volte sì.
La scelta migliore della tua vita?
Agire per conto mio.
15.11.2025




