Foto: Ilum Collettivo
Siamo stati a ballare in un ostello, dopo aver visto un film e prima dell’orario in cui si fa serata in un club. Detta così suona strano, ma è il 2026 e il clubbing è alternativo, non solo nei suoni ma anche nelle modalità. E quando parliamo di “alternativo” è facile essere nell’orbita di C2C, l’alternative festival italiano per eccellenza, capaci di coltivare anno dopo anno il concetto di avant pop e di crescere un pubblico curioso e attento. Tanto da potersi permettere una serata come quella di sabato 10 gennaio al Combo di Torino, appunto, in collaborazione con Mubi e in un ostello ipercool che ha ospitato la proiezione di Sirât, film di Oliver Laxe vincitore del premio della Giuria a Cannes 2025, e poi ha trasformato lo spazio in un club fino all’ora di chiusura.
Sirât è un film che racconta un viaggio, il viaggio di un padre e un figlio alla ricerca di una figlia (e sorella) ma anche il viaggio interiore dei protagonisti del film, alla fine del mondo. Il resto è spoiler, ma quello che si può rivelare è l’ambientazione, un Marocco selvaggio e incontaminato nei suo deserti e nella sua natura, dove il convoglio dei raver è pronto ad allestire soundsystem per ballare fino alla fine del mondo (di nuovo, e di nuovo no spoiler). Consiglio: è un film suggestivo e ispirato, andate a vederlo, è al cinema in questi giorni.
Sirât ha ispirato anche l’allestimento della sala di Combo in cui dopo il film abbiamo potuto ballare sui dj set di Carrier, DJ Python, Sister Effect, Sorcery e Tropic Disco Soundsystem. Suoni da ballare e in pieno stile C2C, quindi poca cassa dritta e molta ricerca, ma sempre di grande gusto e con grnade soddisfazione sul dancefloor. E soprattutto, con un fenomeno strano: la scenografia e l’impianto erano collocati dirimpetto alla consolle, e in mezzo, appunto, la pista. Perciò è stato bello vedere le persone ballare guardando l’allestimento e non i dj, per una volta. Una piccola cosa curiosa, in apparenza; in realtà, un gesto forte che ci ha riportato al rave, al clubbing senza divismi e senza protagonismi che siamo troppo abituati a vedere. Una nota positiva in più in una serata davvero riuscita sotto ogni punto di vista. E nell’epoca del soft clubbing, anche C2C sposa il concetto, a modo suo: abbiamo ballato nella lobby di un ostello e la serata è iniziata alle 18, con un film, ed è proseguita dalle 20 a poco dopo la mezzanotte, giusto in tempo per permettere a chi aveva voglia ed energie di spostarsi altrove, e ai più stanchi di buttarsi casa.
È il 2026, la musica e il clubbing possono avere tanti sfaccettature. Quella di C2C, artistica, colta ma mai polverosa, anzi viva e vivace, è una delle migliori.
12.01.2026




