Foto: Apple
Mentre celebrava i suoi primi dieci anni, Apple Music ha svelato la sua arma più ambiziosa nella guerra dello streaming: uno studio monumentale a Los Angeles, nel cuore creativo di Culver City. Questo tempio high-tech, progettato dall’architetto Eric Owen Moss, non è una semplice sala di registrazione. Con i suoi due studi radiofonici all’avanguardia, un palco performativo e spazi polifunzionali, si configura come una vera e propria centrale di produzione culturale, destinata ad attrarre i nomi più importanti della scena globale. Fa parte di una rete strategica che include già Tokyo, Parigi e Berlino, con Londra e New York in cantiere.

Oltre alla tecnologia più raffinata, l’edificio respira arte: dalla scultura di vetro ‘Iridescent Motion and Light’ di Katherine Gray nella lobby ai corridoi-galleria che espongono memorabilia e opere legate alle collaborazioni della piattaforma. Rachel Newman, co-capo di Apple Music, rivela l’impatto immediato: “Abbiamo già ospitato oltre 300 artisti. Lo spazio è una vera struttura creativa dove possono impossessarsi di Apple Music Radio, esibirsi, registrare interviste o mixare in Spatial Audio”. Questa la filosofia raccontata al magazine AD. Un’apertura totale, che invita gli artisti a utilizzare le risorse secondo la loro pura ispirazione, viene descritta dalla Newman come un “cambiamento radicale delle regole del gioco”.

John De Maio, responsabile globale del design degli spazi Apple, sottolinea come ogni dettaglio architettonico sia stato pensato per stimolare la creatività. In un mercato dominato dagli algoritmi, Apple punta sull’esperienza fisica e sulla relazione privilegiata con i creator, costruendo non solo playlist ma luoghi iconici dove la musica prende forma. Una mossa che sfida i concorrenti sul terreno della cultura e della curatela, trasformando la piattaforma da semplice fornitore di contenuti a protagonista attiva della loro creazione.
23.01.2026




