foto: ufficio stampa Afterlife
Si intitola ‘Standing At The Foot Of The Mountain’, il nuovo album di Afterlife – al secolo Steve Miller – uscito da poche settimane su Subatomik. Un album composto da quindici tracce che gravitano intorno all’ambient da intendersi nell’accezione più vasta possibile, come è naturale attendersi da un artista capace di definire e ridefinire il sound balearico e portarlo ai massimi livelli, così come da sempre è considerato un remixer sopraffino. Conosciamolo meglio con le sue risposte in 60 secondi.
Il primo disco che hai comprato?
Meddle dei Pink Floyd (1971).
I tuoi idoli agli inizi?
Non ho mai avuto idoli, non credo sia un atteggiamento sano, ma sono stato fortemente influenzato da Alfredo e José Padilla nell’andare oltre i confini musicali, senza pretese e ignorando le tendenze del momento.
Se non fossi diventato un artista ora potresti essere…
Morto? Seriamente, non ho mai preso in considerazione nient’altro come degno di essere fatto se non fare musica: è il mio nutrimento spirituale.
Che lavori hai fatto prima di diventare un artista/produttore a tempo pieno?
Lavori noiosi, giusto per sopravvivere e comprare attrezzatura da studio e sintetizzatori. Coperture di tetti, guida di furgoni, cose del genere.
La cosa più folle che hai fatto con i primi soldi guadagnati esibendoti e producendo?
Sono andato a Tangeri in vacanza: grande errore, molto folle, ma non in senso positivo…
Cosa ti piace e cosa non ti piace del tuo lavoro?
Non è un lavoro, è uno stile di vita. Amo tutto di questo lavoro.
I tuoi hobby?
Cucinare cibo cinese, giapponese e indonesiano sano, giocare a pétanque (a bocce – ndr), far volare aquiloni acrobatici, andare in barca a vela.
La tua serie TV preferita?
Non le guardo.
Come passi il tempo aspettando il tuo prossimo volo?
Non volo più, ormai. Una volta era emozionante, ora è soltanto una seccatura. Preferisco i treni, in Europa sono meravigliosi e le strade italiane sono le migliori per guidare.
Il tuo rapporto con i social network?
Mi piace la community di cui faccio parte su Instagram e Bluesky: persone interessanti e in gamba. Del resto non mi occupo.
Cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare artisti/produttori?
Create musica che vi entusiasmi, non preoccupatevi del pubblico. Imparate a mixare bene, a suonare uno strumento musicale, suonandolo ogni giorno. Non firmare mai per cedere i vostri dischi a vita: concedeteli soltanto in licenza alle etichette per un periodo specifico, così da riaverli indietro. Costruite la vostra etichetta, credete in voi stessi, non fate musica che suoni come quella già esistente: è già stata fatta. andate oltre i confini e divertitevi; se amate davvero ciò che create, anche gli altri lo ameranno. E imparate a fare un mastering eccellente dei vostri brani: soltanto voi sapete davvero come devono suonare.
I tuoi punti di forza e di debolezza personali
Il mio punto di forza è restare calmo nelle emergenze, o almeno così mi dicono. La mia debolezza? Tollero poco le persone negative.
Un errore che non rifaresti?
Fare lo stesso errore due volte.
La scelta migliore di tutta la tua vita?
Diventare un artista professionista a tempo pieno.
17.01.2026




