Foto: Carsten Aermes
Dopo sette anni di silenzio discografico, un’eternità nel frenetico mondo dell’elettronica, Apparat restituisce al mondo un’opera coraggiosa e intima. Sascha Ring, mente del progetto, confessa un blocco creativo profondo, un legame con la musica sepolto e apparentemente irrecuperabile. La soluzione è stata una sfida quotidiana, quasi un esercizio spirituale: trovare un’idea, ogni giorno, libera da giudizi o ricerca di perfezione.
Da questa pratica terapeutica è nato ‘A Hum Of Maybe’, album in uscita il 20 febbraio 2026 per Mute, di cui la title track ‘Hum of Maybe’ è il primo, claustrofobico e splendido frammento. Il brano costruisce un senso di pressione con suoni stridenti e ritmi incalzanti, per poi aprirsi in un ritornello etereo e arioso, un barlume di luce che fatica a farsi strada. Il disco è una mappa dei sentimenti contemporanei, un’indagine sull’amore in continua mutazione, per sé e per gli altri, e abbraccia il limbo del ‘forse’ come uno spazio fertile.

Non più certezze granitiche, ma simultaneità: analogico e digitale, micro e macro, luce e ombra. Realizzato con i fedeli collaboratori dal vivo e con featuring come quello di KÁRYYN in ‘Tilth’, l’album fonde la precisione del produttore elettronico con la sensibilità del compositore classico, in undici tracce ricche di texture e melodie imprevedibili. Un ritorno che non è semplice produzione, ma un atto di resilienza artistica. Apparat sarà il 15 aprile all’Alcatraz di Milano e il 16 alla Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica, a Roma.
27.01.2026




