Foto: Onofrio Petronella, Samuele Giunta
Lo scorso sabato abbiamo avuto la fortuna di partecipare al Marra Block Party. Marracash ha deciso di regalare al proprio quartiere di Milano, Barona, una festa in occasione del raggiungimento del disco di diamante di ‘Persona’. Una celebrazione, un ringraziamento al luogo da dove tutto è partito. È stato emozionante, a tratti letteralmente commovente. Proveremo a raccontarvelo con la speranza di riuscire a trasmettere dei concetti che, forse, solo chi è stato presente riuscirà a comprendere davvero.
Fabio Rizzo non è solo un rapper, è molto di più. È una colonna portante, un gigante che è già nella storia della musica italiana. Un artista capace di parlare a diverse generazioni, riuscendo a raccontare un mondo in cui tutti, in un modo o nell’altro, possono rispecchiarsi. Arrivando in Barona sabato si respirava un’aria diversa rispetto al “solito concerto”. L’evento è stato organizzato per il quartiere, i biglietti sono stati messi in vendita solo al Barrio’s (punto di riferimento della zona), a prezzi popolari (25 euro), e l’intero incasso, che prima della fine del concerto superava i 230mila euro, verrà utilizzato per opere di riqualificazione di alcune aree di Barona. I balconi e i tetti di via De Nicola erano pieni di gente. Un pubblico per la strada che raccontava un senso di appartenenza a qualcosa di grande, difficile da spiegare, ma in grado di coinvolgere dai bambini più piccoli agli anziani.
Foto: Andrea Bianchera
Marra Block Party è iniziato nel pomeriggio, e sul palco Kuma, conduttore di Real Talk, ha intrattenuto il pubblico presentando le varie aperture prima del main act. Anche la scelta degli opening è stata di grande impatto, infatti Marracash ha deciso di fare esibire solo artisti legati alla Barona e quindi, dopo il set di Chef P & 2P, e la performance di Bandit’s Crew, sullo stage sono saliti R1mka, Y.E.B., Mimmoflow, Abby 6ix e Rame, con cui Marra ha cantato anche un inedito come ultima canzone del block party. Alle 19 Ty1 ha preso il controllo della consolle e dopo pochi minuti di intro, ecco arrivare Marracash. Il king del rap ha aperto con uno dei manifesti della propria carriera, ‘Badabum Cha Cha’, singolo del 2008, pietra miliare del rap italiano, il cui video iconico girato proprio nel quartiere mostrava un Marracash trionfante in sella ad un vero elefante girare per le strade in cui era cresciuto.
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Il concerto dura un’ora e mezza circa, e la scaletta è un perfetto mix che ripercorre l’intera discografia del cantante.“Sono più emozionato oggi di quando ho fatto San Siro” ha gridato dopo le prime canzoni. E quell’emozione era palpabile nei suoi sguardi, negli occhi di tutti i presenti, nell’atmosfera che ci circondava. Il pubblico ha cantato a squarciagola dall’inizio alla fine, e tanti sono stati i momenti di reale commozione: potrei citarne molti e per tutte le 29 canzoni della setlist, ma, per ovvie ragioni, mi limiterò a quelli che dal mio punto di vista riassumono meglio che cos’è stato il Marra Block Party. ‘Noi’, il brano forse più intimo e personale insieme a ‘Dubbi’ contenuto in ‘Noi, Loro, Gli Altri’. Una narrazione in cui Marracash rivive la propria gioventù parlando di episodi realmente vissuti in una sorta di dialogo con diversi ragazzi con cui è cresciuto proprio lì, in Barona. Ecco, ascoltando ‘Noi’, in quel quartiere, è stato impossibile non emozionarsi. Stesso discorso, proprio per l’identica tematica, vale per l’esibizione successiva, ’15 Piani’, durante cui Sfera Ebbasta ha raggiunto l’amico sul palco. Ovviamente pubblico in visibilio per la sorpresa del rapper e per un brano che ha dimostrato ancora una volta la stima reciproca che esiste tra due artisti diversi in quasi tutto, ma uniti da un’origine comune: la strada.
Medesimo concetto per ‘Bastavano Le Briciole’, toccante cardine della discografia di Marracash. Sentire dal vivo certe canzoni che tutti possiamo capire, ma che solo chi ha vissuto quei momenti e quelle situazioni può comprendere appieno, e ascoltarle in mezzo a queste persone, è stato qualcosa complesso da descrivere. L’ultimo episodio di cui voglio parlare è l’esibizione di ‘Niente Canzoni D’Amore’. Per l’occasione, a sorpresa e completamente inaspettata è arrivata Elodie. Un momento intenso, che dice tanto delle due persone. La prova di un amore forte, di un legame indissolubile, rispettoso; una dimostrazione di maturità di due persone che tutt’ora si vogliono certamente bene, che hanno saputo affrontare con dignità una relazione inevitabilmente pubblica che nel cuore di molti fan non è mai davvero finita, e che anzi è, a maggior ragione in momenti toccanti come questo, parte di una maniera totalmente generazionale di vivere l’amore, non come costrizione, obbligo, ma come una serie di scelte. Elodie è stata la seconda e ultima ospite del concerto, e questo la dice lunga sull’intelligenza di Marracash che ha scelto di invitare quella che è stata una parte importante della sua vita in quella che è stata la data più significativa della sua carriera. All’inizio del live aveva detto “oggi si chiuderanno diversi cerchi”: questo è stato senza dubbio il meno scontato, ma forse il più sentito.
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Marracash non è solo un cantante, è soprattutto un uomo, con le sue forze e le sue fragilità che ha saputo mettere in musica. Una persona che aiuta a pensare, che ha saputo costruire una narrazione sincera, autentica, stratificata e capace di raccontare una realtà complessa, tramite critiche e riflessioni mai banali, sul mondo e su se stessi. In un momento storico in cui spesso vince la superficialità, Fabio è stato in grado di regalare un peso alle emozioni dimostrando il proprio impegno non solo con le parole, ma anche con i fatti. E sabato ne è stata l’ulteriore dimostrazione: Marra Block Party è stato una festa, una storia di rivalsa, di speranza e di gratitudine verso Barona, verso la propria gente.
21.04.2026





