• GIOVEDì 30 APRILE 2026
Interviste

Lorenzo BITW racconta il ‘Club della Fortuna’

Tra sonorità introspettive e momenti più club, Lorenzo BITW presenta il nuovo album

Foto: Agnese Zingaretti

Con ‘Club della Fortuna’, terzo disco di Lorenzo BITW uscito lo scorso 17 aprile, l’artista ha inaugurato un nuovo capitolo del suo percorso musicale. Muovendosi tra atmosfere più intime e momenti più club, il produttore ha realizzato un concept album in grado di trasmettere tante e diverse emozioni. In questa intervista, Lorenzo racconta la genesi del progetto, il processo creativo, il significato dietro un titolo e tanto altro. Un viaggio che riflette un’evoluzione e una profonda ricerca musicale e personale.

 


Il titolo ‘Club della Fortuna’ nasce da un’insegna che hai visto nelle campagne fuori Roma ma, ascoltando il disco, sembra aprire a un immaginario molto più ampio: cosa rappresenta davvero per te?
È stata una bella sfida! Ho cercato di utilizzare insieme la lingua italiana e la musica elettronica, lo avevo già fatto in passato con dei singoli, ma non l’avevo mai pensata su un album. 

L’intero progetto sembra avere una forte componente visiva oltre che musicale: avevi già delle immagini in mente mentre lo producevi?
Ho provato ad immaginare il Club della Fortuna in vari modi, andando a tentativi. L’idea che mi convinceva di più era quella di creare un non luogo, un posto magico e fuori dal tempo e non ricreare la classica discotecaRingrazio di cuore Giorgia, la mia compagna di vita, che mi ha aiutato tantissimo in questo, come anche Agnese Zingaretti che ha scattato le foto e Simone Brillarelli che ha curato la parte visiva e grafica. 

Sei partito con l’idea dell’album o ti sei trovato poi con un serie di brani che si sono poi ritrovati in un’unica coerente narrativa?
Sono partito da ‘Come Quando’, che è stato il primo singolo. Da lì diciamo che è scaturito il tutto. L’idea di scrivere un album mantenendo anche una coerenza narrativa è venuta andato a tentativi, però volevo che suonasse il tutto da pista e che il disco avesse quella botta lì. 

Foto: Agnese Zingaretti/Simone Brillarelli

Questo album racconta più il tuo lato personale o quello artistico?
Difficile scindere le due cose. In questo caso specifico, è stato un approccio al tempo stesso personale e artistico: non volevo fare un disco tecnico o puramente da produttore elettronico, ho cercato di ampliare gli orizzonti e guardare oltre includendo dei testi che in alcuni casi sono stati scritti da me. Il processo creativo è stato molto differente dal solito, generalmente penso più alla tecnica e alla fruibilità per un dj. 

L’album si apre con ‘Club della Fortuna’ e si chiude con ‘Club delle Notti’. Qual è la relazione tra i due brani? È un cerchio che si chiude?
Idealmente sì, soprattutto perché il disco vuole essere anche una sorta di accompagnamento ideale all’interno di una nottata. Le notti hanno varie fasi, dall’inizio alla fine. ‘Club delle Notti’ è una canzone che ho fortemente voluto e che, insieme ad Egeeno, è stata rallentata e resa soffusa, si sposa benissimo con la narrazione del disco. 

Nel disco esplori più generi musicali. È stata una scelta consapevole o è nata spontaneamente l’idea di includere tanta diversità?
Fa parte proprio del clubbing con un approccio più aperto e libero alla pista. Tante (troppe) volte mi è capitato di sentire djset molto ripetitivi. Ammiro e stimo i dj che fanno del loro set una narrazione, un racconto. Un pò ‘Club della Fortuna’ è un set che vorrei ballare ma anche sentire. 

Sono presenti molti featuring nell’album: come hai individuato gli artisti giusti e com’è stato lavorare insieme?
Molto stimolante e positivo: i featuring sono tutti diversi fra loro e sono tutte persone che stimo a livello artistico e umano. Ho imparato tantissimo nello stare a contatto con artisti di natura diversa fra loro, che credo poi sia la natura molteplice di chi riempie i locali o i festival, o anche di personaggi che puoi incontrare nelle notti o nelle varie serate. 

Che tipo di esperienza vorresti che vivesse chi “entra” nel ‘Club della Fortuna’?
Un’esperienza libera, senza troppe pippe mentali e senza liste. Non c’è selezione alla porta, siamo sul dancefloor all’aperto o al chiuso, non importa, non conosci chi sta accanto a te o in pista.

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