Caro Giuliano,
non capisco cosa sia successo, abbi pazienza, ma non me ne capacito. So di cosa si sta parlando, ma non riesco ad accettarla, a portarle rispetto e nemmeno a chiamarla per nome. Questa cosa è inopportuna, inappropriata e invadente. Noi ci illudiamo di poterla tenere fuori dalle nostre giornate, ma lei trova sempre il modo di esserci e si annida nelle cose più banali. Nulla di razionale, nulla che dipenda dalla nostra volontà. Possiamo solo subire e accettare. Non c’è niente di poetico in questa cosa che a me personalmente non insegna nulla, se non a vivere con la paura. Una costante fonte di ansia. Ci fanno credere di avere il potere per cambiare il corso delle cose, ma sanno benissimo che Dio riderebbe se gli raccontassimo dei nostri programmi.
Mi hai insegnato a stare un passo indietro, sei sempre stato elegante nelle parole e delicato nei gesti. Capace senza mai ostentare, autorevole, un esempio imitativo positivo e sano. Hai gridato al mondo l’amore per la tua famiglia, la tua Cristina, i tuoi ragazzi. Quanto amore. E poi il tuo lavoro e l’Amico Fraterno di sempre, Robertino. Quanta passione. Grazie per ogni cosa. Sei speciale. Sei qui e non smetterò di cercarti. Sappilo.
Marco
04.05.2026



