foto di Jamie Jar
Cantante, dj, producer, Joiah è una cosmopolita a tutti gli effetti. Origini italiane, residente a New York, Joiah ha vissuto anche ad Amsterdam e negli anni ha avuto modo di conoscere la musica e tutto quello che le gira intorno in tutte le sue dimensioni; il suo ultimo EP si intitola “Alchemic Amazon” ed uscito su BSR, a giorni è attesa dal suo nuovo tour sudamericano, e proprio oggi – in concomitanza con le sue risposte in 60 secondi – festeggia il suo compleanno. Auguri!
Il primo disco che hai comprato?
‘West Meets East’ di Yehudi Menuhin & Ravi Shankar (1966), comprato nel 2018 a Los Angeles, in Melrose Avenue. I suoni dell’oriente mi hanno sempre affascinata, specialmente le sonorità dell’India.
I tuoi idoli agli inizi?
Paul Kalkbrenner, Kaytranada e Kerri Chandler, miei idoli tuttora.
Se non fossi diventata un dj ora potresti essere…
Psicologa, astronoma, astrologa o windsurfista. Sin da giovane ero molto intrigata dagli astri e dalla loro influenza su di noi e sul pianeta terra. Allo stesso tempo, mi affascina molto l’occulto e tutto quello che ha a che vedere con il nostro “IO” interiore e subconscio. Il mare per me è stato un sanatore, sia mentale che spirituale, il windsurf uno sport che mi ha fatto sentire davvero libera. Mi sarebbe piaciuto dedicarmi ad una carriera sportiva ma lo tengo sempre come un hobby da praticare quando ho occasione.
Che lavori hai fatto prima di diventare una deejay/produttrice a tempo pieno?
Giornalista musicale, maestra di windsurf e tecnica del suono. Ai tempi del liceo, il mio primo lavoretto estivo è stato insegnare windsurf in Salento. Quando mi trasferii ad Amsterdam per studiare produzione audio, in parallelo lavoravo con la rivista di Numero Netherlands, come music editor e director, connettendo il mondo della moda e la musica in contemporaneo. Quando finii i miei studi, ho lavorato in un compagnia service di audio e luci come ingegnere del suono; questo lavoro mi ha permesso di lavorare con compagnie come Funktion One, e ad ampliare le mie conoscenze sugli impianti audio live. A Miami ho lavorato come beta tester in Mixed in Key, una compagnia software per dj e produttori. Ora che vivo a New York, lavoro con Signal e certe volte con Public Records.
La cosa più folle che hai fatto con i primi soldi guadagnati esibendoti e producendo?
Un tatuaggio, ahahah.
Che cosa ti piace e cosa non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace poter conoscere persone di tutti i tipi e viaggiare. Una delle cose che non mi piace del mio lavoro è l’ego sproporzionato di alcuni individui.
I tuoi hobby?
Boxing, poesia, lettura e fotografia. Quando ho il lusso di andare al mare, windsurf e kitesurf.
Le tue serie TV preferite?
El Cartel de los Sapos, Demon Slayer, Cento anni di Solitudine.
Come passi il tempo aspettando il tuo prossimo volo?
Leggo o chatto con le mie persone care.
Il tuo rapporto con i social network?
Amore e odio: quando mi distraggono troppo cerco di distaccarmi completamente.
Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Pregi: sono leale e metto le persone a loro agio (così mi dicono almeno). Difetti: sono brutalmente onesta e mi dimentico le cose.
Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare artisti/produttori?
Anche se penso che dovrò lavorare ancora molto per poter elargire consigli, direi di non compararsi mai e non forzare niente, le cose succedono quando devo succedere.
Un errore che non rifaresti?
Aspettare “il momento giusto”. Ho imparato che nella vita bisogna lanciarsi e non crearsi paletti per paura di non essere abbastanza o per altre paranoie mentali.
La scelta migliore di tutta la tua vita?
Sicuramente quella di lasciare da giovane la mia casa, in modo da avere la possibilità di visitare il mondo e scoprire nuove frontiere. Lasciare la famiglia e gli amici non è stato facile, ma mi ha permesso di scoprire la passione della mia vita… la Musica!
09.05.2026



