Photo credits: courtesy of Warp Records
I Boards of Canada hanno annunciato Inferno, il loro primo album in tredici anni, in uscita il 29 maggio su Warp Records. Più che una nuova pubblicazione, il ritorno del duo scozzese rappresenta uno degli eventi più attesi della musica elettronica niche degli ultimi anni. Michael Sandison e Marcus Eoin hanno costruito negli anni un immaginario unico, fatto di sonorità analogiche, memorie distorte, simboli criptici e atmosfere sospese tra nostalgia e inquietudine. Anche questa volta il ritorno è stato anticipato attraverso una comunicazione frammentata e misteriosa: VHS inviate ai fan, poster comparsi in diverse città e brevi frammenti audio diffusi online. Una strategia perfettamente coerente con la loro identità artistica, da sempre legata al concetto di assenza, attesa e decodifica collettiva.
Il primo segnale concreto è stato ‘Tape 05‘, traccia che ha confermato ufficialmente il ritorno dopo ‘Tomorrow’s Harvest‘ del 2013. Più che un singolo tradizionale, il brano sembra riproporre una trasmissione deteriorata proveniente da un archivio dimenticato, mantenendo intatta quella sensazione di distanza temporale che caratterizza da sempre la loro musica. Successivamente sono arrivati anche ‘Introit‘ e ‘Prophecy At 1420 MHz‘, brani che sembrano indicare una direzione ancora più oscura e onirica rispetto al passato. L’impressione è che ‘Inferno‘ voglia spingere ulteriormente l’estetica del duo verso territori più astratti senza abbandonare il caratteristico equilibrio tra ambient, elettronica psichedelica e ricerca analogica.
L’album sarà composto da 18 tracce e verrà pubblicato anche in formato fisico con vinile doppio e booklet. Un dettaglio importante, perché nell’universo Boards of Canada il supporto materiale è sempre parte integrante dell’esperienza estetica: musica, grafica e oggetto convivono come elementi dello stesso racconto. Il loro ritorno arriva in un momento in cui gran parte della musica elettronica viene consumata in modo rapido e frammentato. I Boards of Canada continuano invece a lavorare sull’attesa e sul mistero, trasformando ogni pubblicazione in un evento culturale più che in un semplice release cycle. Ed è forse proprio questo il motivo per cui, dopo tredici anni di silenzio, riescono ancora a generare un’attenzione così forte: la loro musica continua a suggerire più di quanto mostri, lasciando spazio all’immaginazione e alla memoria collettiva di chi ascolta.
26.05.2026




