• DOMENICA 17 MAGGIO 2026
Interviste

60 seconds with Petru KSS

Il dj e producer corso, il suo album di debutto registrato tutto dal vivo, seguito quasi subito da un nuovo EP. E a proposito di come ha investito i suoi primi guadagni…

foto di Yuriy Ogarkov  

Originario della Corsica, formatosi anche grazie alla borsa di studio ottenuta per avere il dottorato all’accademia THRiPS di Richie Hawtin, Petru KSS è uscito lo scorso marzo 2026 con il suo album di debutto ‘Kolibri Live’ per la sua label Kolibri Space Shuttle Records, bissato il 1° maggio dall’EP ‘Kolibri Live Part 5’, che si è avvalso dei remix di Hannes Bieger, BONDE e Diego Montiel. La sua è una techno che si esalta nella dimensione dei live, dove la tecnica convive nel migliore dei modi con inventiva e fantasia. Fantasia che non è mancata nelle sue risposte in 60 secondi. Eccole.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
Nel primo lotto di vinili che ho comprato c’era ‘Four To The Floor’ (Thin White Duke Mix) degli Starsailor. Era prima che passasse in radio, nei primi mesi del 2004. Qualche settimana fa l’ho sentito in macchina alla radio FM – una tecnologia antichissima! – e mi sono sentito orgoglioso del mio talento nell’averlo scovato! Questo brano mi ha fatto immergere nelle produzioni di Stuart Price, una leggenda.

I tuoi idoli quando eri agli inizi?
Ovviamente Stuart Price ed i suoi alias: Jacques Lu Cont, Man With Guitar, Paper Faces e altri ancora! Difficile limitarsi ad uno solo, quindi aggiungerei anche i Daft Punk, che mi hanno influenzato tantissimo soprattutto con ‘Homework’ e poi ‘Alive 1997’, insieme a molti artisti french touch come i Cassius. Mettiamoci anche un po’ di Tribal House con Africanism, per poi spostarci gradualmente verso groove electro con Mylo, Tiga, Laurent Garnier, Vitalic, The Hacker, Felix Da Housecat, Deadmau5…

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Ovviamente un astronauta, come suggerisce il nome della mia etichetta Kolibri Space Shuttle! Ho sempre guardato le stelle, in fondo. Tornando sul pianeta Terra: la passione per il suono è dentro di me da sempre, e ho sempre orbitato attorno alla musica in studi di registrazione, sia in ruoli creativi sia tecnici o produttivi, organizzando anche eventi. Non mi sono mai davvero immaginato a fare altro.

Che lavori hai fatto prima di diventare un dj ed un producer a tempo pieno?
Ho lavorato come sound designer per videogiochi per circa 14 anni. Probabilmente i lettori di DJ Mag Italia avranno sentito i miei suoni in Batman: Arkham Knight, Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, Returnal e altri giochi. Tutto molto divertente! Inoltre ho organizzato eventi artistici, un’esperienza molto gratificante, soprattutto vedere altri creativi esprimersi.

La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
La maggior parte dei soldi che ho guadagnato li ho reinvestiti in vinili e in attrezzature audio! Niente champagne o cose sfarzose, mi dispiace! Chiamatemi pure nerd, gli appassionati di techno capiranno! E in realtà da allora non è cambiato molto da questo punto di vista.

La tua serie tv preferita?
L’ultima serie che mi ha davvero colpito è stata Breaking Bad. In realtà sono più un tipo da cinema e qui voto senza esitazione Interstellar: storia, musica, fotografia, recitazione, effetti visivi… che cosa non c’è da amare? Mi piace anche guardare ogni tanto un episodio di Black Mirror.

I tuoi hobby?
Il mondo sta impazzendo, quindi cerco di staccare facendo escursioni, correndo (meglio ancora nella natura), andando in bici in spiaggia, conoscendo nuove persone ai festival e altrove, uscendo con gli amici, viaggiando, montando video, registrando suoni ambientali e alzando il volume al massimo! Niente di extraterrestre. In qualche modo però tutto questo finisce sempre per collegarsi alla musica.

Come passi il tempo mentre aspetti il prossimo volo?
Rispondendo alle interviste di DJ Mag Italia, perché è abbastanza rilassante e mi distrae dai rumori degli aeroporti, oltre ad impedirmi di fare scrolling sul telefono! Altrimenti cerco nuova musica online su Bandcamp o SoundCloud, riascolto un mastering o un remix, mi appunto idee oppure chiacchiero con le persone intorno a me. Così improvvisamente mi ritrovo a correre verso il gate, perché mi accorgo che l’imbarco è quasi terminato.

Il tuo rapporto con i social?
Oddio! Comme-ci, comme-ça (così così in francese)! Onestamente a volte sono divertenti, altre volte vorrei che non fossero obbligatori per un artista. Sicuramente hanno creato connessioni che hanno portato a sviluppare  collaborazioni, ma io cerco comunque di privilegiare il più possibile il contatto reale con le persone.

Che cosa ti piace e non ti piace del tuo lavoro?
Mi piacciono la creatività e la libertà di espressione attraverso la musica: magia! Mi piace anche vivere lo stress positivo prima di un live, la connessione con le persone che condividono la mia stessa passione per la musica, unire le persone ed essere sempre più circondato da altri creativi e produttori. Il rovescio della medaglia? La pressione costante dei social media è difficile da gestire.

Il tuo pregio ed il tuo difetto?
ADHD (Disturbo da deficit di attenzione/iperattività), curiosità, perfezionismo, determinazione, passione: tutte caratteristiche che considero sia punti di forza sia debolezze. Ho chiesto in merito anche a un paio di amici e mi hanno risposto così: far viaggiare il pubblico, comprensione tecnica delle macchine, rendere felici le persone, l’energia portata sul palco (pregi). Debolezze? pensare troppo ed essere perfezionista.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj e producer?
In nessun ordine particolare: divertitevi, producete, improvvisate, smettete di scrollare e non seguite le mode. Interessatevi davvero a come si sono evolute la musica e le diverse scene, ma allo stesso tempo sviluppate il vostro gusto personale, fate ricerca, conoscete altri produttori. Finalizzate i vostri brani. Non cercate scorciatoie. Circondatevi di persone che credano in voi ma che sappiano anche mettervi alla prova; allontanate chi vi butta giù o si approfitta di voi e con queste persone sviluppate una scorza dura. Cercate supporto, prendetevi cura della vostra salute mentale e del vostro corpo. Non mollate mai. E finiteli, quei maledetti brani!

L’errore che non rifaresti?
Non rimpiango nulla! Cerco sempre di fare del mio meglio e di imparare dai miei errori, ogni errore fa parte del percorso. E se proprio devo esprimere un desiderio, vorrei essere fisicamente più vicino alla mia famiglia.

La scelta migliore della tua vita?
Aver seguito il mio istinto: sperimentare con i live set e creare qualcosa che mi rappresentasse davvero al meglio. E il mio album di debutto ‘Kolibri Live’.

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Dan Mc Sword
Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.
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