Formazione classica, iniziata sin da bambina sotto la guida del padre, suo maestro di musica a scuola. Chicca Leaf è uno dei nomi emergenti più attenzionati della scena italiana. Da 3 anni è guest dj nello storico after milanese del Botox Matinee. Le sue produzioni sono supportate da Dj del calibro di Bob Sinclar, Paco Osuna, The Cube Guys, Mark Knight, Flashmob e molti altri. Il suo nuovo singolo, ‘Duro’, su Time Records, è attualmente uno dei singoli più shazzammati del momento, prima proposta della playlist “dance in ascesa” del portale Shazam e su Ear One è nella top 30 dei singoli dance più suonati dalle radio italiane. Per saperne di più l’abbiamo incontrata nella sua Bergamo.
‘Duro’ è un disco originale e auto prodotto. Come nasce?
Faccio una premessa. Vivo con il Mac e le cuffie sempre in testa, compongo ovunque e a ogni ora del giorno, spesso, quello che ascolto non mi piace, ma continuo e insisto. ‘Duro’ nasce proprio così, da un flusso creativo istintivo continuo e costante. Camminavo con il registratore in mano perché mi risuonava in mente una melodia su cui ho iniziato a canticchiare parole a caso in una lingua ben definita ispirata allo spagnolo e ne ho percepito subito il potenziale. In studio ho importato la registrazione su Ableton e ho “disegnato” il basso e il groove. È stato poi il mio discografico Giacomo Maiolini, a suggerirmi di utilizzare un linguaggio più accessibile con parole, stesura e groove “facili”.
L’immagine di una donna producer è spesso associata a qualcosa di finto o costruito, come ti fa sentire?
Capisco cosa intendi dire e conosco il pregiudizio di fronte a una donna che fa questo ma tutto questo scetticismo a me dà la carica. Quando arriva il momento di dimostrare quello che so fare, quando “tocca a me”, sento che il pregiudizio si trasforma in stima e rispetto, ed è una grande spinta per tutto quello che faccio.
Sei conosciuta come artista underground, come sei arrivata a una traccia mainstream?
Penso che la musica sia una questione di registri che si usano, a volte puoi esprimerti in maniera forbita e difficile, altre volte puoi spiegarti con parole semplici. Io seguo sempre il mio istinto e gioco con i suoni. Quando scrivo una melodia, a volte scelgo stesure ricercate, altre preferisco lasciarli puri e semplici per trasmettere l’emozione in maniera diretta, senza filtro. Come ho fatto con ‘Duro’. Se segui l’intuizione e l’emozione non sei tu a decidere quando, dove e perché.
19.05.2026




