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Tra i nomi emergenti più interessanti della nuova generazione bass music, ONARA rappresenta una delle realtà più promettenti e autentiche. Dietro questo progetto si nasconde un giovane produttore che, grazie a una dedizione assoluta per il sound design e ad una visione artistica già sorprendentemente matura, sta costruendo passo dopo passo una propria identità all’interno della scena internazionale.
Il suo avvicinamento alla produzione è stato quasi naturale: “sono cresciuto circondato da strumenti e dalla musica elettronica fin da quando ero molto piccolo. Ho iniziato a interessarmi alla produzione già a sette anni”. Il suo immaginario sonoro si è formato attraverso alcuni dei nomi più influenti dell’elettronica contemporanea, da deadmau5 ai Daft Punk, fino alla scoperta della dubstep e all’impatto di Skrillex, che è diventato rapidamente il suo artista preferito. Un percorso che lo ha portato ad approfondire la brostep e ad avvicinarsi a figure come Virtual Riot, ancora oggi uno dei suoi principali punti di riferimento.
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Nel tempo, ONARA ha sviluppato un approccio sempre più tecnico e analitico alla musica, concentrandosi tanto sul sound design, in una ricerca della precisione che è diventata uno degli elementi centrali del suo processo creativo: “come produttore sono molto nerd, ed è proprio lì che risiede la mia più grande passione: nel sound design e nei piccoli dettagli. Voglio che le cose suonino esattamente come le sento nella mia testa”.
Se le sue radici affondano nella dubstep più classica e nella brostep, il sound attuale di ONARA nasce da influenze più recenti e diversificate. Artisti come Aweminus, Infekt, Mad Dubz, Automhate e DVEIGHT hanno contribuito a definirne l’identità sonora, ma il suo ascolto va ben oltre la bass music. Jazz, drum and bass e persino colonne sonore di videogiochi fanno parte del suo universo quotidiano. “Penso che questo aiuti molto la creatività e l’ispirazione musicale. Amo ogni sfumatura del jazz e molta drum and bass, soprattutto liquid e neuro, con artisti come Noisia e Mefjus”. Un approccio trasversale che, anche quando non emerge direttamente nelle sue produzioni, continua ad alimentarne la creatività.
Guardando al presente e al futuro della scena, ONARA mostra una visione ottimista. La bass music sta vivendo un momento di forte espansione, soprattutto in Europa: “credo che il futuro della bass music sia molto promettente; sono entusiasta del fatto che la scena UKG/140 stia vivendo un momento di enorme popolarità”. Una crescita che può rappresentare un ponte verso generi più estremi come dubstep e riddim, ma anche un’opportunità per elevare la qualità generale delle produzioni: “il nerd che c’è in me spera che la qualità continui a migliorare e che le sonorità continuino a evolversi”.
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Uno degli aspetti più significativi della sua carriera è il rapporto costruito con il pubblico e specialmente con la scena italiana, grazie anche al collettivo Cripta. Il primo incontro con l’Italia è avvenuto proprio grazie a un loro invito: “la prima volta che sono venuto in Italia è stata quando Cripta mi ha invitato per un pop-up show nel minimarket: è diventato uno dei miei ricordi più belli da dj”. Da quel momento, il legame si è rafforzato fino a diventare un punto fermo della sua carriera live. “Adoro tutti i ragazzi di Cripta e ci sono davvero pochi posti al mondo in cui mi sono sentito accolto come in Italia”. Tra i ricordi più forti spicca proprio quel set improvvisato a Nameless lo scorso anno, insieme a Nimda e IITYX: “l’atmosfera era semplicemente irreale”. Un episodio che riassume bene lo spirito della scena: spontaneità, connessione col pubblico e una forte identità comunitaria.
Sul fronte discografico, il suo ultimo brano, ‘Sharpshooter’, rappresenta un esempio perfetto del suo approccio alla musica live. Nato come intro per il suo set al Northern Invasion 2025, il pezzo era stato pensato esclusivamente per il dancefloor: “sapevo di voler avere una canzone d’apertura forte e memorabile, il brano era stato strutturato per massimizzare l’impatto dal vivo”. Solo dopo il successo nei set e la forte risposta del pubblico, ONARA ha deciso di pubblicarlo ufficialmente, confermando quanto la dimensione live sia centrale nel suo processo artistico. E per il futuro, le aspettative sono alte: “sto pianificando un EP davvero importante per la fine dell’anno, ho tantissima musica inedita pronta”.
La vita in tour, nonostante la giovane età, è un altro elemento fondamentale del suo percorso. Un’esperienza che unisce crescita personale e scoperta continua: “amo viaggiare e avere l’opportunità di visitare così tante parti del mondo”. Ma soprattutto, un’occasione per entrare in contatto diretto con una community globale: “è come una grande famiglia che ritrovi in ogni parte del mondo”. Tra i momenti più significativi della sua carriera live cita eventi come Rampage Open Air, Northern Invasion e anche l’iconico set al minimarket di Cripta. Proprio Rampage Open Air rappresenta per lui un punto fermo, con la prospettiva di un attesissimo back to back con roi che promette di essere uno degli highlight della stagione. Il futuro, però, guarda già oltre, con il debutto negli Stati Uniti previsto a Lost Lands, il festival organizzato da Excision: “non mi sarei mai aspettato di far parte di un festival così grande. Sono estremamente grato per questa opportunità”. Un traguardo simbolico, soprattutto per un artista che segue il festival sin dalla sua nascita e che ora si ritrova a farne parte.
ONARA sta vivendo una fase di crescita che sembra essere solo all’inizio. Con nuove produzioni in arrivo, debutti sempre più importanti sui palchi internazionali e una connessione pura e sincera con la community che lo segue, l’artista continua a consolidare il proprio spazio nella scena bass, e se il presente racconta già una storia fatta di traguardi significativi, il futuro lascia intuire prospettive ancora più grandi.
25.06.2026





