Foto: Simon Vincent press
Nel mondo della produzione elettronica, la differenza tra una traccia che resta chiusa in un hard disk e una che finisce sulle piste da ballo sta nel coraggio di rimettersi al giudizio dei professionisti. Per un produttore emergente, poche arene sono stimolanti e dirette come il MIR Tech di Rimini, che grazie al Demolition Panel di DJ MAG Italia mette a nudo il talento di fronte a una giuria di settore.
È un banco di prova severo ma onesto, un’opportunità dove non ci sono scuse: o il pezzo funziona, o si torna in studio a lavorare.
Simon Vincent ha portato la sua musica su quel palco: la sua traccia ha conquistato i giurati, trasformando quell’ascolto al volo in una release ufficiale sulla label Cleo Recordings di Chicca Leaf e The Cube Guys.
Lo abbiamo intervistato per conoscere il suo punto di vista.

Simon Vincent x Cleo Recordings cover art
Perché partecipare al MIR Tech come artista e com’è stato presentarsi al Demolition Panel?
Ho deciso di partecipare al MIR Tech perché è un importante evento italiano del settore e come artista volevo mettermi in gioco.
Penso che MIR Tech sia una fiera che cresce anno dopo anno e si sente: per me è uno dei pochi contesti in Italia dove il clubbing si ferma un attimo a ragionare su sé stesso, invece di correre solo dietro alla prossima data. Il Demolition Panel poi è stata un’esperienza soprattutto a livello emotivo: mettersi a nudo davanti a una giuria così importante non è facile. Il giudizio, per me, diventa uno spunto vero per capire se sei sulla strada giusta, non mi aspettavo che la mia traccia piacesse così tanto, e sono stato felicissimo. La cosa più bella, però, è che da lì si è creata una connessione con The Cube Guys e Chicca Leaf di Cleo Recordings, che poi mi ha portato a firmare per questa compilation.
È un’esperienza che consigli?
Sì moltissimo, soprattutto a chi sta costruendo il suo nome. Non si va per portare a casa risultati immediati, ma per le persone che incontri e le porte che si aprono dopo aver seminato in mesi e in anni.
Se vai per imparare e farti conoscere, torni sempre con qualcosa in più.
Quanto è complicato emergere e farsi notare oggi?
Molto, le strade sono tante, forse anche troppe; io non sono particolarmente stratega con i social: sperimento, provo, ma poi preferisco che sia la musica a parlare, più di un reel. Non è la strategia più veloce, ma è quella in cui mi riconosco.
Capisco che poi oggi non ci sia così tanta voglia e tempo di ascoltare le tracce altrui. Se posso dire la mia: serve costanza, e occasioni come il MIR aiutano proprio in questo: sviluppare relazioni di lavoro efficaci in un mestiere dove conta ancora la relazione umana e chi si fida del tuo lavoro.
17.07.2026




