• DOMENICA 20 SETTEMBRE 2026
Interviste

60 seconds with Fimiani

L’artista italiano, il suo ultimo EP per Toy Tonics, i suoi idoli in gioventù. Tutto in nome nella House Music passata, presente e futura

foto: ufficio stampa Fimiani

Con l’EP ‘La Isla respira’ – uscito questa estate su Toy Tonics – il dj e producer campano Fimiani conferma appieno le caratteristiche del suo manifesto musicale, che si caratterizza per una commistione tra House anni 90 e 2000 ed influenze latin, tribal, jazz e funk. Un sound che sta portando in giro per il mondo e che lo ha appena portato a suonare ad Olso e che il prossimo 9 ottobre lo vedrà in console al Pikes di Ibiza. E adesso spazio alle sue risposte in 60 secondi.

 

 

Il primo disco che hai comprato?
Probabilmente qualcosa di house music. Sicuramente Erick Morillo era tra i primi nomi che consumavo.

I tuoi idoli quando eri agli inizi?
Masters At Work, Kenny Dope e Louie Vega. Più che un duo, una vera scuola.

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Forse uno chef. Adoro cucinare. Penso che cucina e musica abbiano la stessa energia, lo stesso ritmo e lo stesso spirito di condivisione.

Che lavori hai fatto prima di diventare un artista a tempo pieno?
Event producer e account manager per agenzie creative e di produzione.

La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Marinare la scuola, prendere l’aliscafo da Ischia a Napoli e spendere tutto in dischi house, cercando i brani sentiti nelle cassette degli Angels Of Love che gli amici mi portavano dai party. Ero minorenne all’epoca.

Che cosa ti piace e che cosa non ti piace del tuo lavoro?
Il sonno irregolare ed i viaggi continui ti distruggono… poi sali sul dancefloor, senti quell’energia e ti dimentichi tutto.

I tuoi hobby?
Food & wine, sicuramente. E amo anche gli sport outdoor, come lo snowboard, e quelli di squadra, come il rugby… anche se dovrei muovermi molto di più.

La tua serie TV preferita?
Mad Men. Eleganza, estetica e caos umano perfettamente miscelati.

Come passi il tempo mentre aspetti il prossimo volo?
Di solito corro per non perderlo.

Il tuo rapporto con i social?
Odi et amo. Sono utilissimi, ma bisogna stare attenti a non vivere più online che nella realtà.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj e producer?
Partite da un amore vero per la musica, non dalla voglia di apparire o diventare qualcuno il più velocemente possibile. Cercate la vostra identità e non smettete mai di fare digging.

Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Pregio: sono molto socievole e altruista. Difetto: sono abbastanza ritardatario, ma sto migliorando.

L’errore che non rifaresti?
Provare ad essere qualcosa che non ero davvero.

La scelta migliore della tua vita?
Costruire una famiglia con la mia compagna e diventare padre. Ti cambia il cuore, il modo di vedere il tempo e, in fondo, anche il senso di tutto il resto.

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Dan Mc Sword
Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.
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