Foto: Nova Media Studio
Nova Media Studio nasce nel 2024 dalla collaborazione tra Federica Sorba ed Eduard Tampu. L’obiettivo della realtà multidisciplinare è quello di creare esperienze immersive in contesti diversi, dalla performance dal vivo alle installazioni audiovisive combinando media audio e video. “Abbiamo sempre trovato un contatto tra quelle che sono le nostre due pratiche: l’audio e l’immagine, influenzando a vicenda, decidendo così di fondare lo studio”. È proprio questo dialogo tra le due discipline a rappresentare il punto di partenza della ricerca di Nova Media Studio. Un percorso che non si sviluppa all’interno di un unico linguaggio o di un contesto prestabilito, ma che si adatta a situazioni differenti: dall’installazione inserita all’interno di una rassegna artistica ai festival, fino alla scena più underground. A tenere insieme esperienze apparentemente diverse è l’esplorazione della dimensione sonora attraverso quella visiva e, soprattutto, un’attenzione particolare allo spazio come elemento centrale della narrazione.
È da questa prospettiva che si sviluppa una delle pratiche sulle quali Nova Media Studio ha maggiormente concentrato la propria ricerca: il projection mapping. “Una pratica sulla quale ci siamo focalizzati è quella del video mapping: realizzare una sorta di abito realizzato attraverso i visual, che viene fatto indossare ad un edificio. Questa tecnica ci dà la possibilità di creare esperienze immersive che traggono forza dall’ambiente circostante. I volumi, gli spazi, i vuoti, le superfici, sono tutti elementi che diventano parte integrante dei nostri progetti assieme al racconto che avviene attraverso la raccolta diretta di suoni, memorie ed immagini provenienti dai luoghi stessi”. Questo tipo di pratica prende anche il nome di arte site-specific: il lavoro trova la sua forma finale e completa solo nel momento dell’installazione. “La superficie diventa parte essenziale dell’opera, come se quest’ultimo fosse “cucito” apposta per quel supporto”.
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Un ulteriore ramo delle opere di Nova Media Studio riguarda le performance in tempo reale che offre la possibilità di agire-reagire allo spazio circostante. Se nel video mapping è lo spazio architettonico a diventare parte dell’opera, nelle performance in tempo reale il rapporto con l’ambiente si fa ancora più dinamico. È un ulteriore ramo della ricerca di Nova Media Studio, basato sulla possibilità di intervenire sulle immagini e modificarle in relazione a ciò che accade durante la performance. “Poter dialogare con lo spazio circostante, lasciare che in tempo reale esso ci influenzi, è anch’esso una chiave fondamentale di quello che facciamo”.
“Tutte le esperienze che abbiamo vissuto fino ad ora, ci hanno regalato qualcosa di importante”. Tra i progetti che li hanno fatti crescere di più fino ad oggi ci sono il live di Iosonouncane e Daniela Pes al C2C di Torino per i quali hanno seguito e prodotto la regia video. “Il clima di lavoro è stato uno dei più belli che abbiamo avuto modo di vivere – la possibilità di stare in studio a contatto con gli artisti, lavorare alle immagini con Alessandro Gagliardo, che si è occupato della partitura visiva, e portare fino alla realizzazione in live questo lavoro è stato di fondamentale crescita per noi”. Una delle sfide più grandi, ma anche soddisfacenti è stata proprio la realizzazione in tempo reale della performance. L’approccio al trattamento dell’immagine, concepito in sintonia con la visione degli artisti e con la direzione creativa, l’elaborazione del flusso delle camere sul palco e la loro messa in onda, sono essenzialmente avvenute in tempo reale. “Nessun timecode, solo la sintonia con i diversi membri del team, seguendo quello che era il flusso musicale”.
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Un altro importante progetto è stato l’installazione AV realizzata in Kenya lo scorso aprile al Fort Jesus di Mombasa. Federica ed Eduard sono stati invitati dall’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi e dall’Ambasciata d’Italia in Kenya per realizzare un progetto di video mapping e una performance sulle antiche mura del forte: un’opera immersiva che intrecciava musica, immagini, architettura e ricerca. “Fort Jesus è un luogo in cui la storia è letteralmente inscritta nell’architettura, e la testimonianza dell’incontro e della stratificazione culturale, lo ha reso uno spazio molto potente con cui confrontarsi”. Senza dubbio il livello di difficoltà è stato particolarmente alto. “Dover approcciare con il rispetto necessario lo spazio e la cultura di una comunità della quale non si conosce nulla, è stato veramente complicato”. Ma grazie al supporto di Juma Tutu, saxofonista di Nairobi con il quale hanno collaborato sono riusciti a sviluppare un forte dialogo tra quella che lo spazio e gli spunti culturali ci offrivano e quella che era la nostra percezione ed interpretazione.
Dalle performance live alle installazioni, dal video mapping alla regia video, il percorso di Nova Media Studio sembra svilupparsi proprio lungo una linea di confine in cui discipline differenti possono incontrarsi e influenzarsi reciprocamente. Al centro rimane sempre lo spazio, inteso non come semplice contenitore, ma come elemento vivo della narrazione. È forse questa la caratteristica più interessante della loro ricerca: la volontà di considerare la tecnologia come uno strumento attraverso il quale ascoltare un luogo, interpretarlo e restituirlo al pubblico sotto una nuova forma.
21.09.2026




