Ok, qualcuno c’era cascato: Sónar la scorsa settimana aveva annunciato il proprio funerale azzerando i social e pompando con enfasi la notizia della propria fine. Un po’ troppo per essere vero. E infatti, come spesso succede, tutta la faccenda si è rivelata essere una buona trovata di marketing. Sónar ha annunciato infatti l’edizione 2027 con i primi 30 nomi, le date e le location.
Andiamo con ordine (alfabetico): Adriana Lopez presents Suut, Aurora Halal live, Bonobo, Busy P b2b Girl Ultra, Carl Cox, Collabs3000 (Chris Liebing & Speedy J), Cornelius, Disobey Sound System, Donato Dozzy & Batu, Drizzyclare, Ehua & Flore, Frost Children, Funk Assault, Goldie live, Honey Dijon presents Sinister, Jessie Ware, Job Jobse, Kaitlyn Aurelia Smith, KI/KI, Kristina, Opal Sunn, Oscar Mulero, Peggy Gou, Romy DJ set, SALOME, Tash LC, TK MAMI, Tokischa, Yu Su, Yung Lean.
Dunque, una prima sequenza ad alto contenuto di ticket-selling, con giganti come Carl Cox o Peggy Gou, nomi nuovi e già enormi come KI/KI, Yung Lean e cult come Bonobo, Cornelius, Donato Dozzy. Poi, le date: 17, 18, 19 giugno 2027. Il consueto weekend di metà giugno. E le location: si torna fronte mare nella versione Sónar de Dìa e alla Fira per due notti (ovviamente Sónar de Noche).
Ma c’è molto di più. L’edizione 2027 sarà a tutti gli effetti una rinascita per il festival catalano. Sónar è nato negli anni ’90 come il festival alternativo per eccellenza, un luogo di scoperta e avanguardia, e ha mantenuto questo status nel tempo, attraversando varie fasi di espansione ma senza mai tradire il poprio spirito. Nelle ultime edizioni invece qualcosa iniziava a non andare per il verso giusto. In primis, i tempi cambiano e sembrava quasi che Sónar venisse fagocitato da appuntamenti un tempo collaterali come OFF Sónar (ora OFF Week); poi, la concorrenza di Primavera Sound che si è fatta sempre più vicina in termini di line up; un generale senso di dissolvenza del proprio ruolo di pioniere, in un mondo dove la proposta artistica è sempre più ampia e allo stesso tempo difficile da rendere personale per un festival che deve anche mantenere certi numeri e dimensioni. Infine, il buzz non proprio positivo dopo la cessione a Superstruct/KKR, fondo d’investimento molto controverso che ha in parte minato la reputazione del festival.
Ora, dopo due anni con un po’ di fiatone, le cose sembrano essere cambiate. Sónar annuncia il proprio funerale per poi annunciare una rinascita, che sa tanto di ritorno alle – più o meno – origini quanto a un sano esame di coscienza e volontà di tornare ad essere quel meraviglioso laboratorio di esplorazione sonora che è sempre stato. Ci riuscirà? Sicuramente i tempi sono altri rispetto anche solo a sette, otto anni fa. Tuttavia, Sónar resta uno degli eventi più amati e degli appuntamenti più attesi della festival season europea. Anzi, probabilmente il momento scricchiolante ha dato ispirazione e motivazione a chi tira le file del Sónar per rimettere in equilibrio tante cose e tanti aspetti di una delle manifestazioni più importanti del nostro mondo, e restituircela nella sua versione aggiornata e migliore. Intanto, le intenzioni sembrano già interessanti.
05.11.2026




