Foto: Ilaria Ieie
Forte dei recenti successi internazionali a Londra e New York, il C2C Festival (nato nel 2002 dall’Associazione Culturale Situazione Xplosiva) compie venticinque anni di storia; questa è la conferma di un modello culturale unico, definito da Pitchfork come il vertice assoluto dell’eclettismo d’avanguardia.
La geografia di questa edizione si è estesa su un record di otto location in tutta la città: nelle notti di venerdì e sabato è stato il Lingotto Fiere con il debutto del DAZED Stage ad affiancare i palchi principali per i live di Arca, Kelela, Robyn, Yung Lean, Bladee, Theo Parrish, Oklou e il ritorno dei The Avalanches. Parallelamente la programmazione ha coinvolto i teatri Regio e Carignano, le attività per bambini e giovani curatori a Combo Torino, fino alla domenica che ha fatto rivivere il format originale del 2002 unendo gli storici Notorius e Le Roi.
Una curiosità che vale la pena sottolineare riguarda la scelta di portare la musica all’interno di Le Roi. La riapertura dello storico locale torinese, disegnato negli anni Cinquanta dal celebre architetto Carlo Mollino, ha fatto rivivere lo spirito diffuso delle origini del 2002, mostrando ancora una volta come la sperimentazione elettronica sappia abitare con naturalezza la grande architettura e il patrimonio della città.
Il gran finale affidato alle OGR Torino ha rappresentato il perfetto contrappeso alla potenza sonora del Lingotto. La serata di chiusura ha trasformato le navate industriali in uno spazio d’ascolto intimo ed elettroacustico, grazie ai vocalizzi di Marina Herlop, alla decostruzione sintetica di Lorenzo Senni, ai paesaggi sonori di Grouper, ai campionamenti di Carl Stone, al progetto Headache e all’incontro tra ML Buch e il Quartetto Pessoa.
Che dire… Torino si conferma ancora una volta il laboratorio sonoro e la capitale europea per eccellenza delle sonorità del futuro.
03.11.2026




