Mercoledì 28 Ottobre 2020
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Gli anni ’90 della dance riletti da Achille Lauro

Il nuovo lavoro del cantante romano è come sempre provocatorio, e riprende alcuni grandi classici della dance anni '90

L’irrequieto Achille Lauro ne combina un’altra delle sue. Da inizio anno il cantante romano è uscito con ‘Me Ne Frego’, pezzo che ha portato a Sanremo, dove è stato grande protagonista grazie a idee sceniche esplosive, con i costumi realizzati da Gucci su progetto dello stylist Nick Cerioni insieme ad Alessandro Michele, direttore creativo della maison; poi è stata la volta della ballad ’16 Marzo’, notevole successo radiofonico durante il periodo del lockdown. Non pago, è uscito qualche settimana fa con ‘Bam Bam Twist’, un take classicamente rock’n’roll molto estivo. E adesso, arriva ‘1990’, una sorta di concept album che rilegge alcune hit della memorabile stagione dance degli anni ’90.

Tra i brani omaggiati, ‘Be My Lover’ dei La Bouche, in ‘1990’, ’You And Me’ che diventa ‘Me And You’ con la voce di Alexia in persona e un interessante beat che si va spezzando mettendo insieme tastieroni potenti, un filo di trap meno caciarona del solito, e una spruzzata di Flume. E ancora, ’Scat Men’, remake di ’Scatman’s World’ di Scatman su un beat house con la partecipazione di Ghali e Gemitaiz, ’Sweet Dreams’ degli Eurythmics (che arriva dai primi anni ’80 ma facciamo passare in cavalleria l’anacronismo), ‘Summer’s Imagine’ (’The Summer Is Magic’ di Playahitty con Massimo Pericolo), l’immancabile ‘Blue’ degli Eiffel 65 che diventa semplicemente ‘Blu’ e si avvale di un arrangiamento retto per buona parte del brano su piano voce chitarra. A chiudere la partita, ‘Wanna Be An Illusion’ prodotta da Benny Benassi.

 

Un’operazione nostalgia, da un lato; un concept album, dall’altro, considerando che tra le canzoni ci sono degli skit che raccontano proprio una storia. Pensare che la dance anni ’90 sia ormai materiale da revival fa strano. Ancora più strano è constatare come chi in quel periodo ci è nato veda quei successi come le radici del proprio gusto e del proprio DNA musicale. In alcuni casi il lifting riesce molto bene, in altri era evitabile, o perlomeno non aggiunge nulla a brani che di loro hanno saputo entrare nel cuore di milioni di persone. Tolta Alexia, evitabilissimi anche i featuring: Lauro ha forse il difetto di essere troppo dispersivo, ultimamente, mette moltissima carne al fuoco e il rischio è quello di non capire dov’è davvero il fuoco (ma forse è proprio quello che vuole, e gioca a confonderci continuamente, chissà…); però ha acquisito una personalità talmente forte, riconoscibile, al microfono, da rendere superflue le collaborazioni di altri colleghi, che non riescono a brillare, forse anche a causa di interventi da pilota automatico giusto per appiccicare il nome e la firma ai pezzi.

‘1990’, in definitiva, non cambierà le sorti della storia della musica. Probabilmente sarà anche un episodio laterale nella discografia di Achille Lauro (lui stesso su Instagram parla di “side project”), visto che per tempi e modi di uscita sembra più un divertissement che un disco su cui soffermarsi a lungo. Ma è gradevole, ha tutto l’appeal della dance di quel periodo mitico e si lascia ascoltare con gusto. È un disco per l’estate, che ci fa tornare a… Un Disco Per L’Estate, per chi se lo ricorda. Premete play e tuffatevi nei ricordi, filtrati dalla lente del presente.

 

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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