Martedì 28 Gennaio 2020
Esclusiva

Ackeejuice Rockers ci portano a Medellin e ci regalano una playlist esclusiva

Un nuovo devastante singolo e una playlist in esclusiva per DJ Mag: un finale di 2019 col botto per King P e Ali Selecta

Foto: Maikid

Ali Selecta e King P hanno avuto un 2019 da incorniciare. Protagonisti assoluti alla consolle del Jova Beach Party, dove hanno suonato in tutte le date e dove hanno curato un palco tutto loro, lo SBAM! Stage, i due hanno poi pubblicato, durante l’estate, ‘Acquagym’ insieme a Rkomi, un pezzo dall’anima “sperimentale” che ha unito rap, Jamaica, trap, bass e altri ingredienti in una formula originale e accattivante. Ora, ciliegina sulla torta, gli Ackeejuice Rockers tornano a deliziarci con il brano più devastante della loro carriera. Con le voci di Lele Blade, No mercy Blake e OG Eastbull, ‘MEDELLIN’ è fuori da una manciata di giorni, un terremoto ritmico che porta reggaeton e dintorni su frequenze e velocità più canonicamente dance. Ascoltare per credere.

E proprio l’uscita di ‘MEDELLIN’ è l’occasione per chiedere agli Ackeejuice un update sui loro progetti e una playlist esclusiva per DJ Mag Italia. Prodigy, Major Lazer, Skrillex, Crookers e molto altro. La musica che ha influenzato e che piace a King P e Ali Selecta.

 

‘MEDELLIN’ è il vostro nuovo singolo, un pezzo che rispetto alla precedente ‘Acquagym’ vira in modo deciso verso un suono da dancefloor, senza freni. È questo che dobbiamo aspettarci da Ackeejuice Rockers anche in futuro? 
Il dancefloor è sempre stato il nostro obiettivo principale, siamo anzitutto dj, quando ci mettiamo davanti alle macchine pensiamo sempre ad avere il brano che faccia ballare. Apprezziamo la musica al di là dei generi e del trend che va nel nostro Paese, questo ci ha sempre portati a sperimentare e a guardare avanti, ma anticipare i tempi non sempre ti aiuta soprattutto quando si vuole far ballare. Spesso nei club stiamo in console per un’ora, un’ora e mezza, troppo poco per sperimentare, e non succede quasi mai che l’intero pubblico del posto ci conosca, non godiamo della fiducia incondizionata che la gente dà ad un Diplo o a un Dj Snake, quindi per noi è più difficile agganciarli e portarli dentro, a dare un’occhiata al nostro mondo, alle visioni musicali che abbiamo. In questi casi la nostra tecnica è: “ti diamo qualche cosa che già conosci ma te la facciamo sentire a modo nostro”, come si fa con i bambini quando si camuffa la verdura per fargliela mangiare. Lo stesso atteggiamento poi lo adottiamo nelle produzioni, sia ‘Acquagym’ che ‘MEDELLIN’ strizzano l’occhio alla trap, che spopola da alcuni anni, ma in realtà la musica sotto non ha nulla a che vedere con quel mondo. Da una parte c’è la tech house e dall’altra una latin house.

Ci raccontate dei featuring nel pezzo e come sono andate le cose?
L’estate scorsa avevamo in mano un giro di flauto creato in un periodo in cui stavamo ascoltando pacchi di musica folk andina, gli avevamo costruito sotto una ritmica moombahton, roba forte in realtà! Ma ascoltandola in loop avevamo la sensazione di aver creato un beat simile alle produzioni degli Afro Bros o altri producer del momento che vanno a braccetto con J Balvin e la combriccola del reggaeton. Non volevamo che il tutto si riducesse ad avere in mano l’ennesimo pezzo reggaeton, volevamo cambiare strada, aria fresca. Dirigerci verso l’house è stato un riflesso naturale e così abbiamo coinvolto Giulio di Jude & Frank, un king della latin house, che ha subito accettato la collabo. Il pezzo sarebbe potuto benissimo uscire strumentale, aveva già un tiro della Madonna, ma volevamo continuare il percorso crossover iniziato con ‘Acquagym’, quindi ci siamo messi alla ricerca di cantanti della scena trap, qualcuno che ci piacesse e che ci smuovesse qualcosa. Lele Blade ed OG Eastbull ci hanno convinto subito. Erano perfetti per ‘MEDELLIN’. Ma avevamo in testa l’idea di ripetere tre strofe e tre ritornelli/drop quindi ci serviva qualcuno per una terza strofa. In quel momento abbiamo coinvolto Nomercy, lo seguiamo da un po’ e si è creato un bel rapporto di collaborazione. Non è conosciuto come gli altri due ma lo sarà presto, è fortissimo noi puntiamo su di lui!

Dopo due singoli è tempo di parlare di album? 
L’obiettivo è sicuramente l’album, sarebbe figo se uscisse prima della prossima estate ma i singoli non sono finiti, quindi stiamo calmi che abbiamo in mano altra roba forte che suona da singolo!

Jamaica, ritmi caraibici, dubstep, synth potenti, cassa in quattro. Il vostro suono riassume tantissimo dei trend dell’ultimo decennio, tuttavia non avete mai “inseguito”, avete invece sempre fatto un passo laterale o in avanti rispetto ai suoni del momento. Dove ci e vi porterà il decennio che sta per iniziare?
Siamo presi bene da house e techno, che sicuramente influenzeranno sempre di più la musica pop, la cassa in quattro ha un sacco di sfaccettature che ciclicamente ritornano. Guardando ai generi che sono andati negli ultimi anni, chissà… il reggaeton non sta dando segni di cedimento, quello che esce è sempre più forte, a noi piace perché si avvicina sempre più alla moombahton (genere con cui abbiamo iniziato) ma avrà sicuramente vita più corta rispetto alla trap, che ha appena iniziato il suo percorso evolutivo. Vorremmo tornassero in zona mainstream le chitarre elettriche, quelle cazzute che hanno accompagnato la nostra adolescenza, vorremmo artisti con l’atteggiamento più rock, meno fighetti, ma quello è tutto un altro discorso. Per adesso la parola chiave è sperimentare, al di là dei generi.

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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