• LUNEDì 06 FEBBRAIO 2023
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Ci lascia Carmelo La Bionda, guru tra i produttori italiani

Fratello di Michelangelo, con cui compose il noto duo, è stato anche un artista e musicista poliedrico. Considerato nel mondo inventore della Italo Disco

Ci sono vuoti impossibili da riempire. Ci sono addii che lasciano il segno sotto il punto di vista umano e professionale e sono quelli più difficili da mandare giù. Tra questi, il più recente, di oggi, sabato 5 novembre, a mezzogiorno circa: ci ha lasciati Carmelo La Bionda.

Nato a Ramacca, un piccolo comune nel Catanese, Carmelo, classe ‘49, è volato via per il solito brutto e impronunciabile male. Ci ha dato e insegnato molto e molto avrebbe ancora potuto consegnare ai posteri e invece di lui ci restano le sue giornate in studio e dei risultati discografici che pochi possono vantare nel mondo.

Carmelo era una bella persona, aperta, onesta, gioviale, pronta a raccontarsi. Lo ha fatto più volte per DJ Mag (questa la più recente) e così abbiamo dei ricordi, di lui, e delle perle musicali che ancora riecheggiano nell’etere in modo sereno e contemporaneo. Carmelo ti trasportava in un attimo in quei momenti amarcord della musica dance che ispiravano e facevano muovere il piedino.

Un maestro, vero, che con i suoi successi (come ‘Disco Bass’, sigla della Domenica Sportiva dal ’77 al ’79 o ‘1, 2, 3, 4… Gimme Some More’ come D.D. Sound e ‘One for You, one for Me’) col fratello si inventava collaborazioni e tormentoni come i Righeira di ‘Vamos a la Playa’ e ‘L’estate sta Finendo’ ma anche l’apertura dei Logic Studios a gente come Depeche Mode (per ‘Violator’) e RedOne (responsabile dei primi successi di Lady Gaga che a Milano finalizzò ‘On the Floor’ di Jennifer Lopez) sino a Rihanna.

La cantante responsabile delle hit anni ‘90 Nathalie Aarts nel 1991 lavorò per i due fratelli ed è la prima a chiudersi in un silenzio per ricordare un amico che vedeva e sentiva spesso. Sono state sempre belle le sue parole, intelligenti le sue esternazioni, utili le sue puntualizzazioni. A Carmelo diciamo grazie per tutto questo. Per la sua amicizia, per la sua musica e, sì, per la sua unicità.

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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