Domenica 15 Dicembre 2019
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ADE 2016, tra ambizioni e divertimento

 

 

Arrivando tra il civico 324 ed il 384 di Keizersgracht, ad Amsterdam, durante i giorni dell’ADE, la prima cosa che balza all’occhio, oltre alla marea di persone ferme davanti al Felix Meritis e al Dylan, i due hotel che ospitano gli eventi diurni ufficiali della manifestazione, è la confusione. Ma non il rumore, o la calca, bensì la costante ed imperterrita domanda che ossessiona le menti degli addetti ai lavori: ‘Cosa faccio per farmi notare nel business della musica elettronica?’

E le idee che si sentono sono davvero le più disparate. Come può un pavone rendere la sua ruota più interessante e colorata rispetto a quella delle altre migliaia di pavoni che si giocano una porzione di celebrità? Pochi sembrano saperlo, ancora meno lo sanno. Ed è così che tutti corrucciati si cerca di capire quale sarà il genere in voga nei prossimi mesi, mentre si fa un salto a prendere una bevanda calda per scaldarsi o un cono di patatine per lenire la fame del corpo. Quella della mente, invece, è sempre più difficile da saziare.

Si prova afare network”, che poi sarebbe lo scopo primario dell’Amsterdam Dance Event, per farsi largo, per provare a sopravvivere da semplici tonnetti in un mare di squali affamati. Si organizzano meeting, convention, round table. Tutti rigorosamente inglesismi, perché è verissimo che sempre più italiani affollano le entrate degli hotel, ma è anche vero che di persone, qui, ce ne sono da quasi tutta Europa e anche da più lontano. Ma se per chi lavora nella musica il ritornello dell’ADE è sempre lo stesso, forse anche un po’ stantio, da almeno cinque anni, c’è un altro fattore che rappresenta in realtà la stragrande maggioranza delle presenze nella capitale olandese.

 

 

 

 

Sì, perché da evento perlopiù lavorativo, l’Amsterdam Dance Event è stato magistralmente trasformato in una Disneyland della musica elettronica. E qui i fan, quelli che la musica la vivono come una passione, uno svago, una fuga dalla vita quotidiana, vanno a nozze. Non c’è un metro dove non si passeggi ammirando i cartelloni delle centinaia di eventi organizzati per l’occasione, o non si trovi il logo di qualche etichetta, o il cubo dell’ADE, ormai diventato simbolo universalmente riconosciuto.

Capita anche di riposarsi un attimo, ammirando il fascino dei tipici canali, e subito ti passa di fianco Dannic in scooter, appena tornato dal boat party della Revealed Recordings. Trovi Martin Garrix, proclamato la sera prima dj numero uno al mondo, camminare tranquillamente tra i negozi, KSHMR, che fino a qualche mese fa non si sapeva neanche che faccia avesse, uscire dall’Heineken Music Hall e incrociare i suoi fan per finire in un abbraccio. Capita anche poi di sentire provenire dal nulla il suono di una cassa e, seguendolo, trovarsi davanti a Carta e Curbi, i due nuovi enfants terribles di casa Spinnin’, che si dilettano in un set “improvvisato” sulla strada.

Un sogno per moltissimi, vero? E infatti quest’anno erano presenti circa 400.000 persone. La magia dell’ADE è anche questa. Non è solo, per chi ci lavora, incontrare il signore che vive dall’altra parte d’Europa con il quale stai collaborando da mesi solo via mail, ma è anche essere, per qualche secondo, davanti al tuo idolo che gira lì, così, come una persona normale. L’illusione di avere per pochi giorni l’anno la possibilità di arrivare più facilmente ai piani alti è uno dei fattori più importanti intorno ai quali gira l’Amsterdam Dance Event.

 

 

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Menzione speciale va all’Amsterdam Music Festival, evento centrale di queste giornate, che nel 2016 si è preso quasi tutto ciò che poteva prendere. Oltre al vero e proprio festival, con un faraonico stage che ci ha ricordato quello dell’A State Of Trance 650 “New Horizons” 2014 di Utrecht, ha stampato il marchio con la tripla X anche sugli eventi di premiazione della Top100 DJ Mag, Hardwell presents Revealed, Tïesto presents Clublife 500, Axwell Λ Ingrosso e Slam! Mixmarathon.

Per quanto riguarda il Made In Italy invece, Wonder Manage è riuscita a creare una super festa all’Escape Lounge, dove, oltre a festeggiare il fresco ingresso di Daddy’s Groove nella Top100 DJs, si è creata una fantastica situazione da clubbing inglese, che ha fatto divertire proprio tutti, in primis i tanti dj, italiani ed internazionali, che si sono esibiti durante la serata.

Insomma, ce n’è per tutti. Molti lamentano la non più grande utilità lavorativa dell’ADE, ma è sempre meglio andarci che non andarci. Se poi si va come semplici turisti con scopo ludico, allora ci sono pochi posti al mondo migliori di Amsterdam in questi giorni.

 

 

 

 

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