Mercoledì 19 Dicembre 2018
Festival

All’ADE ci giochiamo tutti il futuro

Tra grandi eventi, piccoli club, conferenze, panel e incontri strategici, l'Amsterdam Dance Event è sempre più un meeting in cui entra in campo il futuro del mercato discografico

Foto: Jordy Brada

La 23esima edizione dell’Amsterdam Dance Event si è conclusa nell’alba di lunedì 22 ottobre, quando, conti alla mano, l’organizzazione ha registrato per la prima volta un nuovo interessante primato: oltre 400mila visitatori provenienti da oltre 100 paesi per un vasto programma diurno e notturno con oltre 1000 eventi e artisti e relatori di spicco provenienti da tutto il mondo. Dal 17 al 21 ottobre si sono tenuti più di 450 eventi notturni e 600 diurni distribuiti in oltre 200 locali, con oltre 2500 artisti e circa 600 relatori che hanno partecipato a panel, keynote, workshop e masterclass su una varietà infinita di argomenti. Il programma delle conferenze e dei festival diurno ha visto un aumento dei numeri che hanno registrato attività diurne superiori a più di 600 appuntamenti. Il direttore generale di ADE, Richard Zijlma, ha detto che è stata “un’edizione fantastica, unica”, questa, sotto la supervisione propria e della nuova direttrice Mariana Sanchotene.
C’era una sana voglia di nuovo, nell’aria. I punti salienti dell’ADE 2018 restano questi: gli italiani meno presenti, che tuttavia si animano e si organizzano consolidando inedite posizioni e specializzandosi; la parola EDM è ancora sulla bocca di tutti; l’evoluzione del dj sta nel suo show e nella sua personalizzazione (e unicità); nuovi strumenti di produzione (e promozione) faranno la differenza nei prossimi anni (il mezzo supererà il fine); i marchi più coraggiosi e i produttori intuitivi e visionari si muovo con disinvoltura e saranno premiati per le loro mosse stoiche; infine, il mercato asiatico si è espanso a tal punto che a breve si mangerà l’Occidente in un sol boccone.

Foto: Sacha Hoebergen

Tutto questo mentre lo studio di registrazione viene promosso come assoluta espressione e rappresentanza di laboratori/convivio (quasi delle start-up) e con il fenomeno glocal in piena espansione che deflagra: perché le idee locali, nate nei seminterrati, a volte diventano globali (con la psy trance che contamina la big room, con la techno che cerca di uscire dalle nicchie, con la house che tappa i buchi quando qualcosa non funziona, con la trap che si auto promuove alternativa (scarna) al pop e con la trance che sta sempre in un angolo). Molta burocrazia sta cambiando (aspetti legali, contrattualistica, edizioni musicali) grazie alle nuove tecnologie, la distribuzione digitale (tra streaming e download) rincara la dose e (quasi) supporta quella fisica (considera culto, gadget oneroso, feticcio di alta gamma, come si è notato in alcuni pop-up store). La scoperta di piattaforme innovative (Amuse su tutte) che tenteranno di rigenerare ed accelerare un mercato troppo legato al flusso e all’assenza di un accertato valore, certo non rassicura: il settore è ancora impreparato al branding e al radicale cambiamento verso il mainstream ma su un altro versante ha i piedi ben saldi in terra. Il russo Alex Larichev, CEO e fondatore di EDM Ghost-Production.com, all’ADE University ha ammesso di non conoscere crisi rivelando che sono moltissimi i produttori italiani che si affidano alla sua società per farsi realizzare indiscutibili tracce.




Un punto importante è stato l’anniversario dei “30 Anni della dance olandese”
. La Corea del Sud è stata il paese di riferimento quest’anno, di conseguenza è stata prestata molta attenzione alla scena musicale coreana in rapida crescita. Diversi eventi di conferenze e festival hanno dimostrato che musicalmente e culturalmente la Corea del Sud ha molto da offrire al resto del mondo. Altri paesi in evidenza sono stati l’Australia, il Brasile, la Cina, la Colombia e il Messico, con sessioni speciali della rete industriale e un numero crescente di artisti che si esibiscono nel programma diurno e notturno.
Le feste che non ti aspettavi. Indubbiamente la più grande conferenza e le più stravaganti nottate di musica elettronica del mondo, l’ADE, a cui hanno partecipato personaggi come David Guetta, Headhunterz, Imogen Heap, Jayda G, Jean Michel Jarre, Jillionaire, Kerry Trainor, Lena Willikens, Nile Rodgers, Orbital, Tempio Paula, Yann Pissenem e tantissimi altri ancora. La trance ha imperato all’In Trance We Trust con Paul Oakenfold ma anche alla serata di Markus Schulz. Suono un po’ Kraftwerk, un po’ tech e un po’ trance al Paradiso per il progetto Gaia ideato invece da Armin van Buuren e Benno de Goeij aka Rank1. Il set di Steve O’Sullivan per il ‘Dailycid’ è stato uno dei momenti notturni salienti per chi ama la techno influenzata dal dub; la risposta solenne è arrivata dalla festa di ‘Rush Hour’ presso lo Shelter, luogo in cui il suono è eccellente, l’illuminazione perfetta e l’atmosfera elettrica e dove Young Marco ha mostrato di essere pronto per il grande salto. La doppietta house dell’italiano Hiisak (quello del singolo ‘Poca’ su Ego) ha infiammato club come l’Escape e il 50:Hertz House Café.

Foto: Piet van Strijp

Tenutosi al mitico bar Duke Of Tokyo, proprio nel centro di Amsterdam, sulla Reguliersdwarsstraat, quello di ‘Living’ è stato al contrario uno degli eventi della settimana legati all’elettronica da puristi. Seth Troxler ha chiuso e reso esclusivo l’enorme magazzino di VBX insieme a Ricardo Villalobos e ne è venuto fuori un baccanale di pura techno suonata solo con dischi in vinile. ‘Outlier’, presso l’NDSM Docklands, ha messo in vetrina il suono trasversale della Ninja Tune grazie a Simon Green aka Bonobo: pelle d’oca e sorrisi radiosi tutt’intorno, insomma lo stesso mood respirato quando è salito sul palco DJ Koze. L’apoteosi è stata raggiunta con il b2b tra Tale Of Us e Dixon per ‘Afterlife’. Un set incredibile. Sabato sera all’AMF, evento tenutosi alla Johan Cruijf Arena davanti a 40mila persone, l’Italia è stata rappresentata da Sunnery James & Ryan Marciano che hanno suonato subito un rework di un brano italiano, ‘Born Again (Babylonia)’, reinventato a più mani con Nicola Fasano, Ricky L e Adam Clay. Lost Frequencies ha anticipato tutti aprendo ufficialmente le danze con un brano di Dr. Shiver, ‘Sequences’. Sono stati i primi fragori, questi, che hanno poi portato al sudato set back to back di Dimitri Vegas & Like Mike con David Guetta, terminato con l’inedito trio a torso nudo e pronto a lasciare il palco prima ad Axwell /\ Ingrosso e poi, in vista della premiazione della DJ Mag Top 100, al vincitore Martin Garrix. Sul finire, una raffica di set che ha chiamato in causa KSHMR, W&W, Vini Vici e Salvatore Ganacci, quest’ultimo con i suoi classici balletti che non fanno certo rimpiangere Vacchi.

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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