Domenica 01 Agosto 2021
Interviste

Lo streaming e il virtuale saranno parte del futuro dei club. Parola di Alex Neri

Mentre ci racconta del perché il suo Tenax ha aderito al live streaming di PAARTI, lo storico dj e producer dà un punto di vista certamente interessante, lungimirante, e una voce fuori dal coro

Alex Neri è resident dj del Tenax di Firenze ed è socio del club da molti anni. Due nomi storici del panorama italiano e mondiale della club culture. Il Tenax sarà tra i protagonisti di The Beat Goes Live, l’evento in streaming della piattaforma PAARTI dove saranno presenti alcuni tra i principali club del pianeta e alcuni tra i dj più significativi del panorama internazionale, come Seth Troxler, Luciano, 3Lau, e un back to back tra Alex Neri e Francesco Farfa, che già si preannuncia stuzzaicante, divertente, e per certi versi epocale. Così, abbiamo raggiunto Alex per farci spiegare nel dettaglio che cos’è PAARTI e perché lui e il Tenax hanno deciso di sposare questa iniziativa.

 

Com’è nata la collaborazione con PAARTI?
È nata da un ragazzo di Berlino del team di PAARTI, che è stato chiamato a selezionare una serie di club storici nel mondo, e per l’Italia Tenax era il più rappresentativo, perciò mi ha contattato illustrandomi tutto ciò che stava succedendo, spiegandomi che PAARTI è una piattaforma streaming ufficialmente pensata per il clubbing, e quindi si tratta di una fruizione e di un’interazione tutte nuove, con le chat, le room, una realtà aumentata del clubbing, un’experience online sicuramente divertente, non una semplice visione passiva come siamo abituati a vedere. Qui c’è un aspetto social e un aspetto clubbing.

E tutto questo sarà in The Beat Goes Live?
L’evento The Beat Goes Live sarà il lancio della piattaforma, una world cup dei club in streaming.

Ecco, gli eventi in streaming: all’inizio c’era molta perplessità ma bene o male quasi tutti i dj ci si sono cimentati. Come la vedi dopo un anno di dirette?
Credo che non ci sia niente di male negli eventi in streaming. Trovo stupido che noi artisti abbiamo regalato ore di streaming alla Rete non guadagnandoci nulla ma arricchendo i grandi player. Invece con PAARTI ci sarà un biglietto, chiaramente basso, che ci permette di avere anche un ritorno economico. Soprattutto, dopo un anno di streaming ci sono tante riflessioni che ora possono iniziare a trovare risposte e soluzioni anche per il futuro.

Cioè?
Perché non pensare che quando riapriremo le due cose non possano andare in parallelo?

Ovvero?
Dirette dal club, perché no… la presenza è la presenza ma lo streaming apre un mondo nuovo, Travis Scott è stato un esempio gigantesco ed emblematico in questo senso, e da un certo punto di vista non sarà facile pensare di tornare indietro.

 

Mi raccontavi tempo fa in privato che il Tenax verrà temporaneamente riconvertito in studio per broadcasting video, è così?
Sì. È un’idea collegata a quello che stiamo dicendo sullo streaming: siamo chiusi da un anno, e possiamo farlo diventare uno studio cinematografico, un teatro, un Tenax 3.0. E magari alla riapertura potrebbe diventare anche una base logistica per eventi in streaming. La ripartenza dei club dev’essere onesta: eravamo in sofferenza, non era un periodo florido prima del COVID, mi sono reso conto durante la quarantena che il mondo del gaming e del “virtuale” offre moltissimo alle giovani generazioni, il clubbing tradizionale per loro è obsoleto per molti versi, perché il clubbing non parla la lingua dei giovanissimi.

Stai parlando di una trasformazione del linguaggio e dell’offerta?
Ti faccio un esempio: una serata vissuta in presenza può essere arricchita con delle room e delle chat, anche con il club dove mi trovo, in real time, dove posso vedere delle opzioni tecnologicamente avanzate. Potremo evolverci, questo momento può essere un’opportunità. Bisogna parlare il linguaggio dei giovani se vogliamo sopravvivere. Un 18enne ha esigenze diverse dalle nostre oggi o dalle nostre quando avevamo 18 anni. Sono tutti fattori di cui tenere conto, certe dinamiche se ci pensi sono ferme da decenni. I club sono invecchiati, mentre i festival come Tomorrowland sono fioriti. Perché?

Già, perché?
Perché offrono un’esperienza nuova, immersiva, dove l’utente è protagonista, si sente al centro dello spettacolo. I club devono prendere esempio.

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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