Martedì 18 Giugno 2019
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ANGLE: techno virale made in Italy

Il nostro Paese non finisce mai di stupirci. Se a livello macroscopico i DJ/produttori che possono vantare un successo internazionale sono alcune decine, andando a scavare più in profondità nel fitto sottobosco musicale si scoprono molti talenti che valgono la “fatica” che si è fatta per trovarli. ANGLE, formato da due ragazzi toscani amanti della techno, della tecnologia e del caldo mondo dell’hardware, è un progetto audio/video che ha catturato la nostra attenzione grazie al “contrasto” tra gli importanti numeri che hanno realizzato e la realtà di nicchia a cui appartengono – pubblicano sull’americana Tiptop Audio Records. In particolare, il video che accompagna la loro ‘Hold Your Breath‘ è riuscito a collezionare più di 100.000 views in 24 ore! Incuriositi dal loro successo, dalla qualità del loro primo EP e vogliosi di conoscerli meglio abbiamo deciso di intervistarli.


“Angle nasce direttamente dalla passione per la video-art, le nuove tecnologie e la musica elettronica che entrambi condividiamo”. E’ questa la dichiarazione con cui, in una recente intervista, avete presentato il vostro spettacolare progetto audio/video. Com’è nato e quali sono le sue peculiarità? 

“Avevamo già lavorato con i led per la realizzazione di ‘Tetra 02′, il nostro precedente live, e volevamo continuare a esplorare questa tecnologia. Abbiamo quindi creato una maglia di moduli triangolari e, utilizzando delle superfici a specchio, abbiamo moltiplicato l’effetto dei led fino a formare dei tunnel di luce, un po’ come quando guardi la tua immagine riflessa all’infinito su più specchi. Ogni singola luce è controllata tramite un software in modo da creare delle sincronizzazioni audiovisive. La struttura fisica che contiene i led è modulabile in base al club che accoglierà in nostro live: possiamo cambiare la disposizione dei triangoli in modo da non avere limitazioni di spazio e poter sopperire alle richieste più varie. Un ringraziamento particolare va all’architetto Stefano Bonifazi di JoinT Studio che ci ha supportati nella realizzazione dello scheletro strutturale. L’audio, invece, è gestito sia tramite l’ausilio di software di controllo midi che tramite un sistema di synth modulari (moduli eurorack).”

L’intima unione tra musica e visual-art che innerva il vostro progetto si concretizza anche nel modo in cui presentate le vostre tracce al pubblico. Lo spettacolare videoclip di ‘Hold Your Breath’ (qui sopra), title track del del vostro primo EP, ha  raggiunto più di 100.000 views nel giro di 24 ore (e sta ancora macinando click). Come è nata l’idea di questo video per esprimere le emozioni che scaturiscono dalla vostra traccia? Chi l’ha realizzato? 

“Il nostro amore per l’arte nasce da una vera e propria formazione di settore che ci accompagna nel nostro lavoro quotidiano. Il videoclip di ‘Hold Your Breath’ è stato realizzato interamente da Piero Fragola e Matteo Giampaglia con il supporto del cameraman Victor Valobonsi. Matteo è un pittore che lavora molto con la carta e Piero è docente presso la Libera Accademia di Belle Arti e lo IED di Firenze. Abbiamo voluto cercare una traccia materica nell’inchiostro e nella pittura. Questa fisicità rimanda anche alla nostra ricerca sul songwriting e sulla qualità del suono, che produciamo con synth analogici, a garanzia di una dimensione quasi organica della musica.

Un tributo all’origine della rappresentazione audiovisiva (il videoclip è dedicato a Eadward Muybridge) connette anche la natura fisica e viva della musica con le ricerche pionieristiche sul movimento e sul volo degli uccelli. Un battito d’ali può essere un momento estatico da mozzare il fiato, proprio come afferma il titolo della traccia, ‘Hold Your Breath’.”

Angle ha espresso in maniera inequivocabile il proprio amore per i synth modulari e, in generale, per un approccio “fisico” al fare musica. In base alla vostra esperienza, il pubblico che partecipa ai vostri show riesce a comprendere il grande apporto che le macchine danno alla vostra musica? Riesce a comprendere fino in fondo la differenza abissale che sussiste tra un DJ set e un live A/V come il vostro?

“Nella versione precedente del live era molto difficile per lo spettatore riuscire a comprendere cosa stavamo facendo, nascosti dietro un’immensa struttura. È proprio per questo motivo che ora abbiamo deciso di cambiare completamente disposizione sullo stage dando maggior importanza alla strumentazione. I modulari hanno una resa sonora incredibile, in molti alla fine del live si avvicinano al palco incuriositi ed affascinati dalla miriade di cavi che ricoprono i synth. Speriamo che questo ritorno all’hardware riapra le porte ai live set e incoraggi i nuovi talenti a cimentarsi nell’uso di questi strumenti.”


Dove e quando potremo immergerci nel vostro mondo nel prossimo futuro? Avete già delle date fissate per l’autunno-inverno?

“Non vediamo l’ora di presentare il nuovo live al Lighting Design Festival di Como il 26 Novembre, mentre abbiamo già in programma altre date per l’anno nuovo. Una di queste sarà in Sicilia dai nostri amici di Paradigma club, un nuovo, interessante progetto che includerà nella sua programmazione performance artistiche, interventi di sound art, spazi per video, live, new media e workshop tra cui il nostro curato da Piero Fragola sull’utilizzo dei sintetizzatori modulari. Oltre alle date stiamo continuando a lavorare in studio assiduamente e ci sono molte novità in arrivo per il 2017.”

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Michele Anesi
Amo la musica elettronica, il music marketing e scoprire nuovi talenti. Preferisco la sostanza all'apparenza.

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