Sabato 20 Luglio 2019
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Cinque anni sulla cresta dell’OWSLA

 

La scorsa settimana la comunità EDM/trap internazionale ha festeggiato un importante anniversario: i cinque anni di OWSLA, la label di Skrillex che da quando ha messo piede nel mercato discografico non è mai scesa dalla cresta dell’onda. Il compleanno è stato festeggiato il 18 settembre a Los Angeles con una serie di b2b di vero pregio che fanno da sfoggio perfetto per quello che è il roster della label: Skrillex, What So Not, Vindata, Valentino Khan, Baauer, Anna Lunoe e Team EZY si sono esibiti insieme o uno dopo l’altro, in una festa che ha visto coinvolti anche act più che mai attuali come Slushii, Dillon Francis e Marshmello. In occasione dell’evento, OWSLA ha pubblicato un video recap, ovvero un riassunto in quattro minuti delle sue ultime cinque stagioni, tra interviste, filmati inediti, videoclip ufficiali ed eventi da non dimenticare.

 

 

Un vivaio di promesse

OWSLA ad oggi costituisce una realtà essenziale per la scena trap/EDM/bass internazionale, e il pronostico è che sarà così per ancora tanto tempo. Questo grazie allo spirito d’innovazione del suo fondatore – Skrillex – che da tantissimi anni continua a rinnovarsi come l’act più attuale e forward-looking della scena: un produttore eccezionale, una mente creativa e fuori dagli schemi con pochissimi eguali e non a caso un hit maker ricco di successi. Il genio di Skrillex non si manifesta solo nelle release – vedi quanto fatto come Jack Ü nell’ultima stagione e le collaborazioni a cinque stelle degli ultimi mesi – ma anche attraverso la sua creatura OWSLA: il roster del 2016 comprende nomi tra cui Getter, Barely Alive, Ghastly, Marshmello, Mija, Snails e Wiwek, tra i principali act dell’anno, individuati minuziosamente e accompagnati da un successo all’altro. Basti constatare l’effetto Marshmello, ovvero l’exploit dell’artista statunitense a.k.a. Dotcom nell’ultimo anno, o ascoltarsi un paio di tracce dall’ultimo EP di Getter, per renderci conto che il talent scouting non è di certo un problema da quelle parti. OWSLA è una prolifica macchina da hit, un vivaio di futuri protagonisti, un’organizzazione che non sbaglia un colpo neanche tra eventi privati, merchandise (i prodotti vanno sold out nel giro di pochi giorni) e video making. Se i nomi dell’attuale roster vi hanno impressionato, un’occhiata a chi è passato da questa piazza vi convincerà definitivamente di ciò che sostengo. Porter Robinson su tutti, lanciato ufficialmente proprio da Skrillex (come dimenticare ‘Spitfire’?), ma anche Zedd, Dillon Francis, Phonat, Alex Metric, Kill The Noise, KOAN Sound.

 

 

Una marcia in più

Non è esagerazione definire OWSLA la dance label indipendente più forte del momento. Il label manager Blaise Deangelo parla della crew OWSLA come di un collettivo di persone estroverse, affamate e ribelli. Una ribellione pacifica, che si manifesta nella musica attraverso le differenti sfaccettature del sound, che passa tranquillamente da indie elettronica a bass, ma anche trap e dubstep; il tutto attraverso sentieri non ancora percorsi, brani il più possibile trendsetter e soprattutto una comunicazione a cinque stelle. Negli anni Sonny Moore ha saputo circondarsi di uno staff da favola ed ispirarsi alle persone giuste, come Alexander Wang e Moschino per il merchandise ma anche eccellenti video maker e strategie social efficaci. Quando una label si muove così bene in così tante differenti direzioni – non solo nella musica ma anche nell’immagine – questa si evolve in molto più di un’etichetta: non a caso lo stesso Deangelo preferisce considerarla un creative collective.

 

 

Un 2015 di fuoco

La stagione passata rappresenta forse la consacrazione finale del marchio OWSLA, già soltanto per il debut album dei Jack Ü, che oltre a contenere enormi collaborazioni come quelle con Justin Bieber e Kiesza, si è aggiudicato dischi di platino e ben due Grammy’s Awards, al best dance recording (per ‘Where Are Ü Now?’) e al best dance album. Unitamente possiamo considerare una certa ‘Deep Down Low’ di Valentino Khan – che ci è sembrata di sentire un paio di volte – e altra “robetta” come l’EP ‘Gemini’ di What So Not e il lancio in scena di artisti come Snails, VindataYogi e Must Die!.

 

 

Un 2016 ricco di novità

Il corrente anno, che tra l’altro non è assolutamente finito, è già emblema dell’ottimo rendimento dell’etichetta. I numeri di Skrillex parlano già da soli, con due Grammy’s al fianco di Diplo e release importanti come ‘Purple Lamborghini’ con Rick Ross, il remix di ‘Show Me Love’ di Hundred Waters e ‘Killa’ con Elliphant. Nel resto del roster segnaliamo innanzitutto ‘What The Frick’, l’incredibile EP di Getter che alimenta sempre più l’opinione comune che possa divenire il degno erede di master Skrillex, ma anche quello di Wiwek, ‘The Free And Rebellious’, tra i più ascoltati sui palchi EDM. Ha raggiunto un enorme hype – soprattutto in USA – la raccolta ‘Alt Classic’ firmata Kill The Noise, ma anche la collaborazione Mija-Vindata, ‘Better’. È da poco uscito il nuovo EP di What So Not, ‘Divide And Conquear’, pura trap sperimentale che rappresenta il primo atto di Emoh Instead dallo split con Flume. A questi si aggiunge infine il cortometraggio ‘Still In The Cage’, girato in Thailandia in occasione dell’unione di forze tra Skrillex e Wiwek per l’omonima release e l’ultimo atto di Josh Pan a fianco dei promettentissimi X&G, ‘Platinum’.

 

 

 

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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