Mercoledì 16 Ottobre 2019
Interviste

Antonio Giacca: anima e ritmo

L’house è vibrazione, anima, ritmo, qualcosa che ti tocca nel profondo lasciandoti in eredità la sua ardente fiamma. Lo sa bene Antonio Giacca, ambasciatore in America di un suono che vive al di fuori delle mode dei desiderosi di protagonismo sragionato. Per Antonio a parlare è la musica, fonte di una mentalità accompagnata da passione e creatività che marchia indelebilmente il suo suono di quel vortice di sapori capace di attraversare radio e club con risultati fuori dall’ordinario. Tracce come “Alumbra“, “Deviate“, “Ignited” e “Alright” e “Back Home” sono il manifesto di un artista di casa in Toolroom, Flamingo e Pinkstar, un 27enne che ha saputo guadagnarsi il proprio posto all’interno di un panorama preciso e che ora impegna le sue forze anche nella scoperta di giovani talenti. Come spesso gli capita, anche questa volta il suo nome è stato storpiato dal grande Pete Tong che ha presentato la sua nuova uscita “Real Love“. E’ periodo di Winter Music Conference a Miami ed Anthony, come lo chiamano da quelle parti, suonerà le sue hit, esclusive e tanto altro.

Vivi a Los Angeles, la tua musica ti permette di girare il mondo e incontrare altri grandi dj come te. Ma guardando indietro, come sei diventato Antonio Giacca?

Sono praticamente cresciuto nelle discoteche, mio padre lavorava in uno dei club più famosi di Roma e sin da bambino mi portava lì, praticamente sono quasi nato dj visto che è stato il mio mondo da sempre ed ho comprato i miei primi technics quando avevo 10-11 anni.

Grazie ad internet oggi è facile farsi illusioni ed affidare troppa concentrazione ad interazioni virtuali che diventano così obiettivi, termini di paragone e quant’altro. Quali sono i tuoi stimoli reali?

Ultimamente il mio stimolo principale quando sono in studio è creare qualcosa di cui sarò fiero fino alla fine dei miei giorni. Prima producevo musica con l’obiettivo di fare contento il pubblico nelle discoteche e forse per questo seguivo un po’ troppo i trend piuttosto che il mio cuore. Ora invece voglio creare qualcosa di cui potrò in futuro essere fiero, il parere degli altri è diventato secondario.

Il tuo “Edge Radioshow” va in onda in oltre 70 paesi del mondo ed ospita i migliori dj, cosa ti ha spinto a realizzare questo progetto e quali sono i punti fondamentali con cui lo porti avanti?

Lo scopo principale con the Edge è di portare avanti la radio come era fatta una volta, con interviste, presentando sia dischi nuovi che classici, dare spazio ad artisti affermati ma anche giovani promettenti perchè per me fare solo un dj mix con gli ultimi promo come si fa ultimamente in questi “podcast” non ha molto senso: ce ne sono già altri 100,000 su soundcloud! Voglio che il pubblico abbia un buon motivo per ascoltare il nostro programma invece degli altri e ringraziarli per il loro interesse dangogli qualcosa che valga la pena di ascoltare.

https://soundcloud.com/theedgeradioshow/episode513guestwillk

Qualche nome che secondo te farà il salto di qualità nei prossimi mesi?

Secondo me Croatia Squad è uno degli artisti che arriverà al top. Ottime produzioni, stile unico ed anche un gran DJ live: un vero artista degno di essere tra i grandi.

Escluse le più conosciute, che etichette dovrebbe iniziare a seguire chi vuole avvicinarsi a queste sonorità?

Io suggerirei Enormous Tunes, Pinkstar con cui sto portando avanti un progetto dove usciranno regolarmente dei miei dischi nuovi nel prossimo anno ed anche di ascoltare cose un po più indie ma di ottima qualità’ su No Definition.

Se oggi un tuo live gira in un certo modo e trasmetti una certa energia, c’è qualcuno che ringraziaresti?

Ringrazierei tutti quelli che hanno creduto in me e mi hanno seguito fin dal inizio, parlo sia di amici che di colleghi e poi tutti i fans che mi seguono e apprezzano la mia musica, è quello che mi dà la carica e la voglia di fare sempre del mio meglio.

Tra tutte le tue produzioni, quale ti ha dato più soddisfazioni nella stagione invernale e quale invece ha funzionato meglio d’estate?

Nei miei set sicuramente “Alright” nella stagione estiva e d’inverno “Calm Down” è ancora un classico ed ancora sia io che tanti altri djs lo suonano regolarmente a grandi eventi e festival.

Pete Tong fa ascoltare in esclusiva sempre il meglio, è uscita “Real Love”. Come si è sviluppata questa idea?

Real Love è la continuazione del mio nuovo sound dopo “Back Home” e “Alright” che sono andate molto forte. E’ un po’ quello che mi sento di produrre quando sono in studio, il ritorno ad un sound con una buona parte vocale che possa dare emozioni ma allo stesso tempo energetico abbastanza per funzionare nei club. Il prossimo disco, che già ho finito ed uscirà a Maggio svilupperà in maniera ancora migliore questa mia sperimentazione con questo tipo di sonorità. I primi feedback da labels e djs sono stati eccezionali quindi non vedo l’ora di farlo sentire ai miei fans durante i miei set a Miami questa settimana del Music Conference!

Per salutarci, sei un animale da club e le tue sonorità esprimono potenza ed energia, ma cosa ascolta un Antonio pensieroso?

Nel tempo libero quando non sono in studio o in discoteca ascolto molta musica chill out. Tra i miei dischi preferiti che ascolto tutti i giorni ci sono “Tones” di Nova Nova, l’ambient mix di “Desire” di Blank & Jones, “Any Other Name” di Thomas Newman, “Winter Pageant” di Aromabar e “Miss You” di Trentemoller o anche “American Beauty” di Dust.

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Marco Cucinotta
Innamorato del suono che irrompe squarciando la mediocrità, sono sensibile al cielo quando incontra le stelle e nutro la mia fede nell'avvenire lasciando che siano le sensazioni a parlare di verità.

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