Mercoledì 20 Gennaio 2021
Costume e Società

Arrestata la dj palestinese Sama’, protagonista di una festa sul luogo della sepoltura di Mosè

La dj stava suonando a una festa in un luogo sacro all'Islam. Secondo gli organizzatori, tutti i permessi erano in regola. Ma i video sui social hanno scatenato le reazioni dei religiosi

Foto: Tarzan Nasser

La dj Sama’ Abdulhadi, nota tra le altre cose per essere la prima dj donna palestinese, è stata arrestata per aver suonato a un evento in un luogo sacro all’Islam nel deserto della Giudea. Nabi Musa, a circa mezz’ora di auto da Gerusalemme, è il sito della sepoltura del profeta Mosè per la tradizione musulmana. Nabi Musa negli ultimi anni è anche un sito al centro di un complesso lavoro di ristrutturazione e di progetti di rilancio turistico con forti finanziamenti e interessi sia da parte del governo palestinese sia da parte di soggetti europei, ma le foto e i video del party sui social sono stati la goccia che fatto traboccare il vaso: è un luogo sacro e una festa è un atto di profanazione. E così la dj è stata arrestata e nel luogo della festa è stata organizzata una preghiera di fedeli musulmani, con tanto di “fuoco purificatore” delle camere dell’hotel che ha ospitato l’evento.

Da parte loro, gli organizzatori dell’evento sostengono di avere ottenuto l’autorizzazione per il party dalle autorità competenti, le quali però hanno negato. Intanto, il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh ha istituito una commissione d’inchiesta sulla vicenda. Che rischia di non essere uno scherzo per Sama’ Abdulhadi. La dj è presente in molti video finiti sui social, e per tutti è il volto dell’evento, con le conseguenze che possiamo immaginare. Innanzitutto, è stata arrestata con l’accusa di “offesa alla religione”. Ma per una donna che fa la dj in Palestina e in un luogo sacro, le prospettive possono essere molto gravi.  La famiglia di Sama’ Abdulhadi ha rilasciato una dichiarazione ai media. La versione fornita è quella secondo cui “Sama’ sta producendo dei video sulla musica elettronica in Palestina, filmati in siti archeologici. Ha ottenuto il permesso dal ministero del Turismo”. Ipotesi tutt’altro che remota, considerando che il ministero avrebbe tutto l’interesse a sostenere Sama’, per la sua particolare posizione di “prima dj donna palestinese” agli occhi dell’opinione pubblica, e che Sama’, come molti colleghi in tutto il mondo, in questi mesi senza serate nei club avrebbe tutte le ragioni per filmare dei set da pubblicare online.

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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