Domenica 20 Ottobre 2019
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Audien e la sua prima volta in Italia

 

Approda in Italia il tour europeo di Audien, che domenica 7 suona al Liv di Bassano del Grappa e lunedì 8 all’Anima di Treviso. L’americano Nathaniel Rathbun (il suo vero nome) arriva in Veneto dopo i party al Ministry of Sound di Londra e all’Air di Amsterdam.

 

La tua prima volta in Italia?

Si, e non vedo l’ora, anche perché la mia famiglia per metà è italiana: mia mamma è bravissima in cucina e non vedo l’ora di confrontare i suoi piatti con i vostri. E per restare in tema, conosco bene Benny Benassi e EDX: stimo moltissimo entrambi, ottimi professionisti e ottime persone.

Giovanissimo (classe 1992) ma già nominato ai Grammy Awards e remixer per mostri sacri quali Michael Jackson e Van Halen.

Se posso scegliere, preferisco non remixare tracce EDM o comunque dance, il mio obbiettivo è quello di rivolgermi ad un pubblico diverso da quello abituale. E’ stato un onore lavorare ad un demo vocale di Michael Jackson mai toccato prima da nessun altro, mentre Jump dei Van Halen è perfetta per i festival, fantastico dare nuova vita e nuova linfa a brani così immortali.

 

Senza dimenticare la tua collaborazione con le leggende country Lady Antebellum.

Un’esperienza unica. Si tratta di un gruppo dotato di un talento pazzesco: la loro non è grande musica country. E’ grande musica e basta.

Ti trovi più a tuo agio a produrre o a suonare?

Le produzioni rappresentano il mio primo amore. Mi trovo perfettamente a mio agio in studio di registrazione. Parto sempre da una buona melodia, e poi costruisco tutto quanto di conseguenza, cercando sempre di sperimentare. Quando suono ho la stessa attitudine: cerco di essere il più versatile possibile, passando dal trap alla trance, senza pormi limiti; mi annoierei a morte a proporre sempre lo stesso tipo di musica.

Da quest’anno sei resident all’ Xl di Las Vegas. Sin City è davvero la nuova Ibiza?

Forse Ibiza è la vecchia Vegas ahahah. Mi piace l’idea di avere una residenza, testare nella stessa location nuova musica, vedere come cambia di serata in serata sia il pubblico sia il mio modo di suonare.

Un ultima domanda. Perché Audien?

Mi piacerebbe raccontare chissà quale storia assurda, ma tutto è nato banalmente a scuola quando ho iniziato a fare il dj. I mie amici hanno iniziato a chiamarmi così, un gioco di parole… storpiando la parola audio, che è diventata Audien. Molto poco originale, lo so!

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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