Sabato 24 Ottobre 2020
Interviste

Bauli In Piazza, le ragioni dello Spettacolo

Samantha Garofalo, una delle anime della manifestazione in difesa dei diritti dei lavoratori dello spettacolo, ci racconta il movimento di cui è promotrice
 

Foto: Francesco Prandoni

Sabato 10 ottobre, le maestranze della musica e dello spettacolo si sono date appuntamento in piazza del Duomo a Milano, per chiedere al governo delle garanzie per un settore che è già stato duramente colpito dalla pandemia in corso e che verrà sicuramente colpito anche nei prossimi mesi. Per saperne di più ho fatto quattro chiacchiere con una delle anime di Bauli in Piazza, Samantha Garofalo, una delle imprenditrici più colte, intelligenti, disciplinate e intraprendenti di questo settore, con una laurea in Storia dell’Arte con una tesi sul Rinascimento di Sandro Botticelli, co-fondatrice, titolare e senior project manager di Pirates of Production, una delle case di produzione di eventi più attive e istrioniche a livello nazionale.

 

Samantha, innanzitutto complimenti per quello che avete fatto. Come è nata l’idea di Bauli in Piazza?
In seguito alla cancellazione di circa il 95% degli eventi a causa del Covid-19, a settembre, in Nord America, è nato #WeMakeEvents, un movimento che riunisce tutta la filiera di un settore (quello dei lavoratori dello spettacolo) che, come noto, è stato gravemente colpito dalle conseguenze della pandemia, costringendo milioni di persone in tutto il mondo a dover rinunciare alla propria attività senza prospettive certe di ripartenza. L’Italia ha aderito con la neonata #BauliInPiazza, un’associazione culturale senza scopo di lucro. È stato redatto un manifesto con intenti chiari e definiti che ha fatto da fondamenta alla costruzione di una rete di tavoli di discussione tra tutte le categorie del mondo dell’intrattenimento e dello spettacolo, e che hanno portato lo scorso 10 ottobre alla manifestazione che si è tenuta in piazza Duomo a Milano. La mission di #BauliInPiazza è contribuire alla costruzione di un tavolo di lavoro dove gli operatori del mondo dello spettacolo e i tecnici del settore (ingegneri, legali, esperti sanitari con cui abbiamo a che fare quotidianamente per garantire la buona riuscita in sicurezza degli eventi), possano sedersi per aiutare il governo a scrivere regole funzionali ad una reale ed efficace ripartenza, alla sicurezza e al sostegno del comparto, non solo in termini economici, ma anche strutturali.

Chi erano le persone che hanno manifestato in piazza del Duomo?
Liberi professionisti, imprenditori, associazioni culturali legate al mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, dipendenti di service e agenzie di eventi, promoter, ogni genere di professionalità e maestranza legata al mondo degli eventi, dello spettacolo e dell’intrattenimento italiano. Tutti hanno risposto al nostro invito e la partecipazione in massa ci ha riempito il cuore. È stato un grande successo.

Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano, ha elogiato il vostro lavoro con parole spontanee molto belle, invitando il governo a prendervi ad esempio come modello imitativo per contenere il pericolo della diffusione epidemica. Cosa si chiede al governo al di là dell’attenzione?
L’ultimo DPCM (come il precedente) permette la ripartenza di piccoli eventi e il rimando regolatorio alle singole Regioni, norme troppo limitanti e difformi territorialmente perché il comparto produttivo dello spettacolo, degli eventi, dell’intrattenimento, dei congressi e delle fiere possa riprendere in modo serio e strutturato, rendendo economicamente sostenibile ogni evento di medie e grandi dimensioni. Il sistema intero e la filiera che ne deriva sono al collasso, ciò significa la possibile chiusura di piccole, medie e grandi imprese, lavoratori senza sussidi, perdita di figure professionali sul medio e lungo periodo. Chiediamo di riscrivere insieme un regolamento che possa essere sostenibile e concreto nella sicurezza di tutti, di noi lavoratori e degli spettatori che prenderanno parte agli eventi. Sappiamo che visto il numero crescente di casi in queste ultime settimane non sarà facile, ma dobbiamo provare comunque a farlo e a farlo ora, per definire e progettare un futuro sostenibile per il settore. Noi siamo a disposizione, noi organizzatori di eventi e tutti i tecnici che da sempre garantiscono e certificano le nostre produzioni.

Ora cosa accade? I Bauli sono pronti a scendere in altre piazze? Sarebbe bello vederli davanti a Montecitorio.
Ci stiamo pensando. Stiamo provando a percorrere la via tradizionale e burocratica, diciamo. Abbiamo chiesto udienza ma al momento non abbiamo ancora ricevuto risposte concrete ed inviti al dialogo. Una cosa è certa, noi non ci fermiamo qui. Tante persone del nostro settore e non solo hanno creduto in #BauliInPiazza e non ci fermeremo fino a quando non otterremo risposte concrete e precise.

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