Venerdì 23 Agosto 2019
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Beatport perde pezzi ma almeno è salva

 

Che la SFX – compagnia proprietaria di marchi tra cui Beatport, Tomorrowland, TomorrowWorld, Awakenings e tanti altri – stesse passando una fase difficilissima della sua storia non è una novità. Ve ne abbiamo parlato qualche mese fa. Non è notizia recente nemmeno la vendita all’asta di Beatport, il più importante online store di musica elettronica, tuttavia ci sono importanti update. In un post nel suo blog ufficiale, Beatport dichiara: “sforzandoci di offrire più soluzioni possibili ai nostri utenti, siamo finiti col perdere di vista i nostri clienti finali più importanti: i DJ. Motivo per cui abbiamo deciso di rinunciare a gettarci nel mare degli streaming service e di concentrarci unicamente sulla nostra clientela prediletta“.

Risultato? L’annullamento del servizio streaming, la cancellazione dell’app ufficiale e delle sezioni Beatport News, Live Stream e Beatport Events. Servizi che evidentemente non giovavano più di tanto alle già logorate casse della piattaforma che ha quindi deciso di tagliare nettamente le spese e sospendere la base d’asta bassissima a cui si stava sottoponendo da inizio anno. Questo significa che Beatport non è più in vendita? No, lo è ancora, ma le condizioni d’asta annunciate ad inizio anno sono state sospese. Per quanto riguarda la SFX invece si registrano segnali di ripresa della compagnia che potrebbero portarla ad una situazione stabile entro l’estate 2016 (il debito da saldare superava i 300 milioni di euro). Dopo il caso TomorrowWorld e le brutte notizie di inizio anno, possiamo dichiararci più ottimisti adesso.

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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