Martedì 07 Luglio 2020
Interviste

Benny Benassi e la hit televisiva

Con il suo BB Team aveva rivitalizzato il singolo di Tiësto, Jonas Blue e Rita Ora. Adesso la star italiana della dance consacra la serie televisiva 'Vis A Vis' nata dall’ideatore della Casa di Carta.

Anticipato dall’ex CEO di Google, Eric Schmidt, ha partecipato virtualmente a un dibattito online via Instagram dell’Alma Mater organizzato dalla Bologna Business School. Poi, solennemente, ha concluso con uno dei suoi strepitosi dj set.

Nonostante il lockdown, Benny Benassi non è stato mai con le mani in mano ed è andato oltre, trovando anche il tempo di remixare il nuovo singolo di Cecilia Krull, ‘Agnus Dei’, colonna sonora della serie spagnola ‘Vis A Vis’ in vetta su Netflix in Italia e del suo spin-off ‘El Oasis’, attualmente in esclusiva su Fox. Il supporto di Radio m2o, che ha iniziato a trasmettere la rielaborazione in pura chiave dance, tranquillizza i fan che lo aspettavano al varco, lui e il suo BB Team, già responsabile del tocco per ‘Ritual’ del terzetto Tiësto, Jonas Blue e Rita Ora.

 

 

Come è nata l’idea della produzione del brano ‘Vis A Vis’ di Cecilia Krull?
Io e Ilario Drago della Ego ci conosciamo da molto tempo e ci sentiamo spesso, di recente mi ha chiesto se mi andasse di fare il remix di ‘Agnus Dei’ e l’idea mi è piaciuta da subito. È stato indubbiamente un piacere lavorare sulla voce di Cecilia Krull per realizzare il remix della colonna sonora di ‘Vis A Vis’.

Dopo la lunga parentesi con tuo cugino Alle, hai aperto uno studio di registrazione tutto tuo?
Ho lavorato per molti anni con mio cugino e abbiamo sempre condiviso lo stesso studio di registrazione, il Basic Music Studio. Circa un paio di anni fa, Alle ha deciso di fermarsi per prendersi un periodo di pausa dalla musica; io ho rilevato lo studio di cui ero socio al 50 per cento e ho continuato a lavorare lì, collaborando con i produttori che lavorano attualmente con me.

Come fai a frequentare lo studio di registrazione in periodo di quarantena?
Anche all’interno del nostro studio abbiamo rispettato il periodo di quarantena lavorando da casa. Solo ultimamente abbiamo ripreso ad andarci, uno alla volta e in base alle esigenze di ogni producer. Personalmente, io in studio ci vado in bicicletta dato che abito a pochi chilometri. Intanto, sono anche riuscito ad allestire un piccolo studio a casa mia per riuscire a trasmettere i dj set in diretta.

 

 

Quali sono i ruoli delle persone che operano negli studi con te e col tuo team?
Lavorano insieme a me diversi ragazzi, tra cui Andrea Mazzali, un dj che conosco da molti anni e che può vantare una grande esperienza a livello musicale, il cui aiuto è molto importante per trovare ispirazione grazie a brani del passato. Poi, Riccardo Marchi, giovane produttore molto bravo a livello creativo, sempre in grado di individuare nuove melodie e di lavorare in maniera efficace sui brani. Invece, Damiano è un giovane songwriter americano che vive in Italia; Giancarlo Constantin è molto bravo a livello tecnico e specializzato nel mixaggio dei pezzi e, infine, Marco Zanichelli, il nostro social media manager, che si occupa di gestire tutta la comunicazione e le mansioni relative ai digital store e ai nuovi trend di promozione online. Una menzione particolare ovviamente spetta a Paul Sears, il mio manager, che ormai posso considerare un grande amico col quale ho il piacere di lavorare da molti anni.

Come organizzi la giornata lavorativa e come è cambiata in tempo di pandemia?
Purtroppo in tempo di pandemia risulta più complicato organizzarsi. I ragazzi vengono in studio in base alle loro inclinazioni creative e solitamente io ci vado nel pomeriggio dedicando il mattino all’esercizio fisico.

Come organizzi normalmente una tua produzione?
Normalmente cerchiamo di lavorare insieme a livello creativo, ascoltando e dando pareri in gruppo, tirando fuori sempre il meglio delle idee che possono emergere dal confronto tra i diversi membri del team.

Come portare avanti un progetto musicale con la crisi che viviamo?
Noi continuiamo a cercare di creare brani che possano essere appetibili per le attuali piattaforme di streaming, chiaramente mancando le serate, orientiamo la creatività verso pezzi più orecchiabili.

 

Principalmente, che software e che hardware usi?
In ogni stanza dello studio utilizziamo Ableton live, lo riteniamo più veloce e utile in fase di creazione. Abbiamo tre stanze diverse in cui poter ascoltare i brani per riuscire a ottenere un risultato più preciso.

Al giorno d’oggi è difficile continuare a fare questo mestiere.
Fortunatamente chi ha la possibilità di poter lavorare all’interno di una struttura come la nostra riesce ad attutire il colpo grazie al fatto che lo studio esiste da molto tempo e che ha consolidato diverse abitudini. Per gli artisti emergenti risulta sicuramente più complicato ed è vitale avere una struttura a sostegno o qualcuno che possa credere nelle loro potenzialità.

La tecnologia porta sempre innovazione all’interno del campo artistico?
Sì, sempre. Tuttavia, resta secondo me fondamentale la mediazione tra intelletto e tecnologia stessa, per riuscire ad ottenere qualcosa di davvero interessante.

La musica irradiata da terrazzi e balconi può farci bene?
I dj suonavano dai balconi per cercare di alleviare un periodo che sicuramente è stato molto duro per tutti, quindi a parer mio sono stati a loro modo utili. Fortunatamente adesso con la fase 2 iniziamo a notare i primi cenni di ritorno alla normalità.

 

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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