• GIOVEDì 06 OTTOBRE 2022
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Contaminazioni techno hardcore nel nuovo album di Björk

La geniale artista islandese aveva iniziato già un anno fa a stuzzicare i fan con delle piccole anticipazioni su ‘Fossora’, il suo prossimo lavoro

In una recente intervista al quotidiano inglese The Guardian, Björk ha spiegato che il suo album di prossima pubblicazione, ‘Fossora’ (One Little Independent Records – Bertus), che uscirà il 30 settembre prossimo, conterrà anche suoni che andranno ben oltre il suo stile sperimentale e tra l’elettronico e il sofisticato. Il lavoro sarà talmente avanguardista che il modo comune di suonare un clarinetto sarà rimesso totalmente in discussione a livello creativo.

L’artista islandese, in particolare, si sofferma sull’uso “in modo percussivo” (…) di un sestetto di clarinetti che generano bassi potenti e “violente esplosioni che rimandano al mondo gabber”. Una Björk vicina al sottogenere della techno hardcore, quindi quella attuale, che per l’occasione ha anche coinvolto il folle duo punk indonesiano Gabber Modus Operandi.

 

 

La cantante descrive il nuovo album come “uno sguardo alla normale vita quotidiana”, qualcosa di diverso dal “mondo fantastico ascoltato in Utopia” (del 2017) e dalla “fuga” da tutto e tutti dopo il suo divorzio (del 2015) ripercorso all’interno di ‘Vulnicura’. In ‘Fossora’ tra l’altro è presente la figlia di Björk, Ísadóra Bjarkardóttir Barney aka Doa Barney, grazie a un contributo vocale per il pezzo ‘Her Mother’s House’, e il figlio Sindri Eldon Þórsson, in una traccia davvero melodrammatica.

 

Ci sono singoli nell’album, come ‘Fungal City’ e come una poesia di Látra-Björg, pescatrice emarginata del 18esimo secolo, che lasceranno di stucco. Composizioni che davvero mettono in mostra una nuova e rigenerata Björk, a cinque anni da ‘Utopia’. Il decimo disco di studio integra soprattutto ‘Atopos’, singolo da poco annunciato e scritto con i citati Gabber Modus Operandi e il cui video è diretto da Viðar Logi, fotografo e video maker islandese con base a Londra (e i cui lavori sono un pattern di vivi colori e illusioni ottiche).

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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