Foto: Felix-Hohagen
Il 2028 sarà l’ultimo anno di Boris Brejcha sui palchi. L’artista tedesco ha annunciato la decisione con un video pubblicato sui propri canali social. Dopo oltre vent’anni di carriera, il suo congedo si articolerà in due fasi: il 2027 sarà l’ultima stagione nei festival, mentre nel 2028 arriverà il tour finale, intitolato Last Chapter: Becoming the Joker. Date e città non sono ancora state comunicate.
Brejcha ha spiegato che non si tratta di una decisione improvvisa: l’idea del ritiro lo accompagna da diversi anni e negli ultimi due ha riflettuto a lungo su come immaginare il proprio futuro. Vuole dedicare gli ultimi due anni al pubblico che lo ha seguito, restituendo almeno in parte il sostegno ricevuto nel tempo. “Mi avete dato così tanta forza, ed è per questo che voglio restituirvene altrettanta quando festeggeremo insieme un’ultima volta nel 2028”, ha dichiarato nel video pubblicato sui social.
Gli annunci di addio hanno attraversato più volte la storia della musica elettronica. Nel 2016 Avicii comunicò che avrebbe smesso di esibirsi dal vivo, pur continuando a lavorare sulla musica: una decisione maturata per ritrovare spazio per la propria vita personale, da ricordare con rispetto e senza sovrapporla a quanto poi tragicamente accaduto. Diverso il caso di Hardwell, tornato sul palco nel 2022 dopo la pausa iniziata nel 2018; anche gli Swedish House Mafia, dopo lo scioglimento del 2013, si sono riuniti nel 2018 (sebbene nel mentre abbiano portato avanti con successo carriere soliste o parallele, come nel caso di Axwell Λ Ingrosso). Storie che dimostrano come un’interruzione dell’attività non coincida necessariamente con un addio definitivo, il rock è pieno di casi più o meno illustri in questo senso.
Brejcha ha puntualizzato che la sua è una scelta personale, maturata dopo una lunga riflessione, e non una decisione che nasce da problemi di salute né da una perdita di passione per la musica. In un settore caratterizzato da un tasso di competitività non indifferente, decidere di uscire di scena di propria volontà, prima che siano gli altri a suggerirlo, è un privilegio che possono concedersi in pochissimi.
30.10.2026




