Martedì 16 Luglio 2019
Festival

Bright Festival convince, tra dancefloor e informazione

La prima edizione del nuovo festival fiorentino ha messo sotto i riflettori un format interessante e importante

Foto: Ultrapulp Studio

Una prima edizione comporta sempre un rischio. Il rischio delle prime volte. Anzi, i rischi. Tanti. Quello di “bucare”, quello di non soddisfare le aspettative, quello di non riuscire a concretizzare le tante, belle idee che si hanno in fase di progettazione e sviluppo di un concetto. Nel caso di un festival, i rischi aumentano esponenzialmente, e non solo alle prime edizioni. Bright Festival è partito con un grosso punto di vantaggio, che però paradossalmente è anche un grande punto di rischio: quello di essere un festival fuori stagione, a febbraio, a Firenze, quindi senza un “traino” come altri eventi in città o come l’attrattiva di un weekend turistico in alta stagione. Ma era proprio uno dei punti chiave di questa “prima” di un festival che si pone diverso sotto tanti aspetti. Facciamo un breve rewind e raccontiamo tutto.

Bright Festival è un nuovo festival approdato a Firenze, l’idea è quella di unire l’intrattenimento e la musica a workshop, panel, conferenze e a un’esposizione dedicata alla cultura del futuro, in ambito musicale e artistico. Un punto di incontro tra chi lavora nella musica, in senso lato – dj, producer, light designer, sviluppatori di idee per il palcoscenico, artisti visuali e visivi – e chi è fortemente interessato a lavorarci, o è semplicemente curioso di andare a fondo rispetto a un mondo che spesso viene visto e fruito soltanto – ovviamente – nella superficie che emerge on stage. Le location sono suggestive e azzeccate: in primis, Firenze stessa, sempre splendida anche d’inverno (in un weekend davvero fortunato, a dire il vero, in cui sembra di essere in aprile). E poi la Stazione Leopolda, esempio illustre di riconversione di un luogo abbandonato in pieno centro città; e The Student Hotel, altro luogo fortemente simbolico per la sua carica innovativa e dunque perfettamente in linea con il festival e per ospitare i workshop diurni.


Ma in concreto, cosa ha proposto Bright Festival?
Due serate di musica di alta qualità, con due headliner eccellenti come Derrick May, nume tutelare assoluto se parliamo di techno, e Francesco Tristano, che la techno è riuscito invece a ibridarla con la classica in modo nobile e accattivante; e poi La Fleur, Iva, Ark, degni contraltari ai nomi più noti dei due main acts e capaci di portare a loro volta un ottimo gusto nei loro set. Da sottolineare il palco, degno di un festival che mette al centro le arti visive e dedicate alle produzioni live, e l’impianto, curato e potente com’è giusto e lecito aspettarsi in eventi di questo tipo. Per quanto riguarda invece il Bright by day, moltissimi i nomi che sono intervenuti tra panel e workshop: Big Fish, Alex Neri, Antonio Boldrini e Tenax Academy, New York Film Academy, Napier Academy, Apparati Effimeri, e moltissimi altri player del settore. Il tutto “circondato” da molte installazioni e opere interattive, firmate da prestigiosi nomi come Wacom, The Fake Factory, Zebra, Luca Agnani Studio e molti altri.


Il bilancio? Positivo.
Nonostante i rischi delle prime edizioni di cui parlavamo all’inizio, le presenze ci sono state, contando anche che i nomi in cartellone erano rivolti più a soddisfare uno standard e una mission di alto livello che non a fare da assi pigliatutto; la Leopolda ha goduto di installazioni innovative e prove di Virtual Reality entro cui immergersi, e tutto aveva l’aria dell’inovazione, del futuro. Le cose cresceranno, il concept è interessante ma soprattutto importante perché mette al centro del festival non soltanto la musica fruita ma la musica vissuta come un lavoro e con la prospettiva di fare formazione e informazione su un mondo che deve vivere di competenza e professionalità. Un esempio virtuoso che siamo stati felici di vedere.

Tutte le foto sono di Ultrapulp Studio

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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