Lunedì 16 Dicembre 2019
News

La hit di Britney Spears al Berghain. Arte o delitto?

 

 

di Matteo Roma con Alberto Scotti

Chi segue i social collegati al celebre Berghain/Panorama Bar di Berlino sa che i contenuti condivisi sono semplici e diretti: link alle serate, qualche foto dei dj all’esterno del club e soprattutto brani suonati dai vari artisti nel club. Anche questa settimana è stata condivisa qualche perla degli artisti coinvolti in line up e quello che ha colpito maggiormente è stato “Baby One More Time” di Britney Spears, chiusura del set di Boris, storico resident del locale. Poche ore dopo la pubblicazione, il buzz scatenato da questa notizia ha creato una serie di diatribe sul web: da un lato chi ha apprezzato la scelta azzardata, dall’altro chi è parso molto dubbioso o contrariato. Analizzando nel dettaglio il fatto, non è la prima occasione in cui un dj di peso non appartenente alla frangia più “commerciale” del dancefloor stupisce con scelte bizzarre. Luciano aveva tirato fuori dal cilindro un edit di “Never Leave You” di Lumidee durante il Time Warp 2009 spiazzando i presenti. I Crookers (ai tempi ancora in coppia) spiazzarono I Love Techno con gli Aventura.

 

 

Se però in queste circostanze il tutto sembrava essere perfettamente integrato all’interno di uno show da braccia alzate e sorrisoni, questa volta colpisce il fatto che si tratti di un dj che nel corso degli anni non è mai sceso a compromessi e di un club “integralista”. Se lo stesso pezzo fosse stato suonato, per fare un esempio di attualità, da David Guetta sotto la Tour Eiffel, la reazione degli appassionati più integralisti sarebbe stata sicuramente più orientata alla critica feroce (curiosamente, proprio da parte di chi forse difende la scelta weird di Boris e che, vista la condotta integralista, non dovrebbe nemmeno prendere in considerazione Guetta). D’altro canto, il Berghain/Panorama Bar negli ultimi tempi ha intrapreso delle policy di immagine mirate a una certa “apertura”, ma fino ad oggi ha mantenuto un impeccabile equilibrio tra contenuto e contenitore e quindi l’episodio di Boris fa sorgere diverse domande, o meglio ci porta a diverse riflessioni.

 

 

 

 

Se un dj riconosciuto come underground, passateci la semplificazione, suona un brano pop dopo un set solido e credibile è un genio?

Se un dj riconosciuto come mainstream, passateci la semplificazione, suona un brano pop dopo un set di facile ascolto è banale, commerciale, venduto?

Quali sono i parametri con cui poter rilasciare la “licenza” di “bella canzone” e di “bravo dj”?

Da un lato abbiamo un mito che ha fatto della credibilità underground il suo feticcio. Dall’altro una star capace di intrattenere molte migliaia di persone con i suoi successi. Siamo capaci di accettare che entrambi abbiano un valore? Dobbiamo ammettere di utilizzare due pesi e due misure nel nostro giudizio artistico? Un dj dall’ottima condotta in pagella si può permettere di giocare sull’ironia con una hit teen pop? E la star popolare può farlo senza cadere nel banale? Dov’è il confine tra colpo di genio e trash?

Sono le domande che ci portiamo dietro da sempre, sono i quesiti che alimentano la passione di chi ama la musica e che ci fanno capire quanto le sfumature siano leggere, e al tempo stesso nette. Ognuno ha la sua risposta. Qual è la vostra?

 

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