Martedì 07 Luglio 2020
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A Brunico il primo Drive In Festival Italiano (con dj)

A Brunico arriva un format che unisce film e dj set. In Austria è già diventato un tour con più date. Si balla in auto, con la musica che arriva tramite la radio

Foto di Fabian Leitner

Da venerdì 19 a domenica 21 giugno il Drive In Festival approda per la prima volta in Italia: per la precisione al parcheggio di Plan de Corones di Riscone a Brunico, dove si alternano film e dj set. Un format che arriva in Alto Adige dopo le tappe austriache a Innsbruck, Wiener Neustadt, Salisburgo; e che sta riscuotendo molto successo in Germania, come abbiamo già avuto modo di raccontare.

Ma come funziona il Drive In Festival? La parola a Rudy Mc, headliner del festival insieme a Shany, con il quale condivide il progetto artistico Two Kinx (nella foto). Da anni Rudy Mc presenta e introduce i dj in tantissimi festival europei e mondiali, basti pensare alle sue presenze all’Ultra Europe, alla Street Parade di Zurigo, all’Electric Love in Austria e al Summer Splash, uno spring break tra i più importanti in assoluto.

Come si accede al Drive In Festival?
Si accede soltanto con ticket elettronico, che viene scansionato senza che si debba aprire il finestrino. 200 i posti macchina, quattro posti per auto. Per tutta la durata del festival le autovetture devono rimanere a motore spento, e appena ogni serata è terminata non si può rimanere nel parcheggio. La musica si ascolta con la propria autoradio tramite una frequenza fm che viene comunicata ad inizio serata.

Come sono state le prime serate in Austria?
Personalmente è stata un’autentica boccata d’aria, dopo tre mesi senza salire un palco. L’impatto è stato… particolare; non si lavora con un impianto tipico dei festival, in quanto ognuno ascolta la musica nella propria auto. Gli artisti sentono soltanto il proprio monitor, così come gli spazi che potrebbero contenere 3mila persone di fatto ne ospitano 600.

Come interagisce un Mc con un pubblico in automobile?
Si ricorre ad altro, si gioca con fari e frecce delle auto e i clacson, se gli spazi circostanti lo consentono. Le serate iniziano sempre con un film, poi proseguono con i dj set; ogni sera l’ingresso costa 16 euro (soltanto per il film), 29 euro per tutto il festival. A macchina, non a persona, ovviamente.

Di sicuro una proposta più per famiglie e compagnie (non troppo numerose, viste le restrizioni che permangono), che non per un appassionato della minimal techno da ballarsi in un bunker, dove un raggio di luce non si veda dai tempi della guerra franco-prussiana. Una proposta forse più adatta a nazioni e a popoli disciplinati come quelli austriaci e tedeschi, che non agli italiani e ai latini in genere. Anche il Drive In dance può essere comunque un’alternativa, come quelle olandesi che coinvolgono cinema e camping e delle quali abbiamo riferito in un precedente articolo. In un’estate nella quale non si sa ancora come e quando si tornerà a ballare come si è sempre fatto, ben venga chi prova a trovare qualche soluzione per ripartire, rispetto a chi sappia soltanto criticare e attaccare tutto e tutti sui social. Ferma restando la libertà rispettabilissima e indiscutibile, sia professionale che personale, di astenersi dall’entrare nelle discoteche sino a quanto non torneranno ad essere davvero tali.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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