Domenica 21 Luglio 2019
Audio

Burial: il genio discusso

Il nuovo capitolo discografico di Burial si intitola ‘Temple Sleeper’ e sta già facendo discutere i suoi seguaci.

Pubblicato a sorpresa dalla londinese Keysound -l’etichetta che fa capo al duo Dusk + Blackdown– , il singolo (che sarà inciso su un lato solo nell’edizione in vinile, mentre l’mp3 è già disponibile istantaneamente a questo link) è anche la prima uscita di Burial a non esser firmata dalla Hyperdub.

Il brano suona come una vera e propria dichiarazione d’amore per l’era dei rave dei primissimi anni ’90, come dimostra il segmento finale, e soprattutto il campione (opportunamente rallentato) di un brano di culto datato 1994, cioè ‘Into The Machine‘ di Solar Quest:

Vero nome William Emmanuel Bevan, nel corso del precedente decennio Burial è divenuto uno fra gli artisti più acclamati dalla critica internazionale e fra i più seguiti dal pubblico dubstep (e non solo) per la sua personalissima interpretazione del genere, testimoniata dagli album ‘Burial’ (2006) e ‘Untrue’ (2007), dalle collaborazioni con artisti come i Massive Attack e Four Tet e dalla nutrita serie di EP pubblicati negli ultimi anni.
Refrattario a mostrarsi o esibirsi in pubblico, Burial ha finalmente pubblicato una sua foto all’inizio del 2014 sul sito della Hyperdub.

Ecco alcuni dei momenti più significativi della sua discografia:

https://www.youtube.com/watch?v=Z4a6kbA0C1E

https://www.youtube.com/watch?v=xd3Ch53PxBs

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